(Adnkronos) - Alla presenza di una quindicina dei consiglieri camerali che nella scorsa seduta votarono il documento di sfiducia al presidente, il direttore generale di Federlazio Giovanni Quintieri ha spiegato che stasera e' stata convocata la riunione perche' in quel documento si chiedeva un consiglio camerale per il 17 ottobre "e abbiamo voluto onorare la delibera approvata". "Abbiamo chiesto una discontinuita' di governo e a Cremonesi di fare un passo indietro, ma lui ha ritenuto opportuno non farlo", ha continuato spiegando che l'intenzione non era quella di "arrivare a sfiduciarlo". Quintieri rimanda al mittente anche la richiesta avanzata nella scorsa seduta da Cremonesi di dimettersi in massa: "Per avere un organo politicamente costituito in questo modo ci vorrebbero sei mesi - ha spiegato - Ci pare curioso che chi non vuole dimettersi invita gli altri a farlo". Secondo il direttore della Cna Tagliavanti la domanda di cambiamento nasce dal fatto che "l'economia romana ha perso il 7 per cento del proprio pil in questi anni e il prezzo lo stanno pagando soprattutto le pmi". "L'iniziativa nasce dalla crisi e le imprese che convidono questa iniziativa chiedono un cambio di passo nel programma dell'ente e una nuova governance", ha osservato. "Ci piacerebbe una Cciaa piu' vicina alle imprese", ha continuato Tagliavanti. Rispondendo a una domanda il direttore della Cna ha anche detto che la richiesta di dimissioni di Cremonesi non ha a che fare con il cosiddetto 'patto della staffetta', che prevedeva un passaggio del testimone a meta' mandato per una guida 'targata pmi': "quell'accordo non impegna la Cciaa ma le associazioni che lo hanno firmato" e il rispetto e' una questione di "onore" dei firmatari.