(Adnkronos) - "L'adozione del sistema di controlli previsto dal decreto legislativo 231 -ha sostenuto Maurizio Maddaloni, presidente della Camera di Commercio di Napoli- e' una scelta di tipo volontario e non obbligatorio, e non serve per ottenere un ennesimo 'patentino' da utilizzare al fine di tenere indenni aziende ed amministratori dai rischi connessi alla commissione di alcuni reati penali. Si tratta, invece, di un'occasione di crescita organizzativa dell'impresa e uno strumento di sostegno alla produttivita' e alla competitivita' aziendale". "La norma - ha spiegato Rocca - prevedeva in origine i soli reati contro la pubblica amministrazione. Oggi ne sono previsti un centinaio: dalla corruzione alla concussione, dal falso in bilancio all'antiriciclaggio". "Le aziende che scelgono di non applicarlo in caso di problemi sono poi obbligati a darne conto ai giudici e a spiegare perche' hanno scelto di non applicare il modello. Per adesso si applica alle partecipate pubbliche, ma l'obiettivo futuro e' estenderlo anche alle aziende convenzionate tipo quelle sanitarie". All'incontro hanno partecipato Donato Ceglie, sostituto procuratore generale della Repubblica di Napoli, Salvatore Palama, assessore al bilancio del Comune di Napoli, Lorenzo Diana, presidente nazionale rete legalita', Gianluigi Mangia, professore di organizzazione aziendale dell'Universita' Federico II di Napoli, il magistrato amministrativo Sergio Zeuli e Mariano Bruno, consigliere e delegato 231 dell'Odcec di Napoli.