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Sindacato: Filca Cisl, dopo crisi rilanciare 'buona edilizia'

domenica 19 maggio 2013

2' di lettura

Ascoli piceno, 13 mag. (Adnkronos/Labitalia) - Una categoria in salute, credibile, dinamica e moderna: e' quella che emerge dai lavori del XV congresso della Filca-Cisl nazionale, il sindacato dell'edilizia. A Colli del Tronto, in provincia di Ascoli Piceno, sono giunte circa 1.000 persone da tutta Italia, tra delegati, operatori e dirigenti sindacali, oltre a una folta delegazione di sindacalisti stranieri, per questa tre giorni di congresso. Un appuntamento importante non solo per fare il punto sullo stato dell'edilizia e dei settori seguiti dalla Filca (legno, cemento, lapidei e laterizi), ma anche per delineare la strategia per il futuro. "La nostra organizzazione e' formata da un 'esercito' composto da migliaia di militanti e centinaia di delegati, operatori, dirigenti", ha detto il segretario generale, Domenico Pesenti, nel corso della relazione che ha aperto i lavori. Pesenti, inoltre, e' anche presidente della Fetbb, il sindacato europeo degli edili, che riunisce 75 sindacati in 31 Paesi con oltre 2 milioni e mezzo di associati. "Nel 2012 gli associati hanno superato quota 302mila, e questo nonostante il calo di addetti", ha osservato. Il congresso, inoltre, dara' il via al processo di aggregazione tra la Filca e la Fai, il sindacato dell'agroalimentare, con la costituzione di una nuova categoria da oltre mezzo milione di iscritti. Pesenti ha fatto il punto sullo stato di salute dell'edilizia: "In cinque anni, dall'inizio della crisi, si e' registrato il crollo del 30% della produzione, del 20% del fatturato, del 40% degli investimenti pubblici. Sono ben 550.000 i posti di lavoro persi, considerando anche l'indotto. La ricetta per rilanciare l'edilizia -ha proseguito Pesenti- passa per la pratica della 'buona edilizia': vogliamo una edilizia rispettosa dell'ambiente che metta in sicurezza il territorio, che recuperi i centri storici e le aree industriali dismesse, che metta a norma gli edifici pubblici, a partire dalle scuole, che ristrutturi il patrimonio edilizio italiano rendendo ecosostenibile, o ecocompatibile, con costruzioni che consumino meno energia e inquinino meno". (segue)

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