Riva del Garda (Tn), 16 mag. (Adnkronos/Labitalia) - "Certamente, il futuro e' in una 'strategia soft', dove il modello della circolarita' del ciclo naturale sara' centrale. Il passaggio dallo sviluppo sostenibile alla bioeconomia, cioe' a processi economici basati sull'utilizzo completo delle biomasse e quindi sulla ri-progettazione degli schemi di sintesi agli schemi biologici, sara' l'obiettivo dell'imminente futuro". A sostenerlo Andrea Sisti, presidente del Conaf (Consiglio dell'Ordine nazionale dei dottori agronomi e forestali), intervenuto oggi pomeriggio, a Riva del Garda (Trento), al XV congresso nazionale della categoria, dedicato al tema 'Dallo sviluppo sostenibile alla bioeconomia: una professione che investe sull'innovazione e la qualita' per la crescita del paese'. "Fino ad oggi, lo sviluppo e il progresso della societa' -ha spiegato- e' stato determinato dal consumo di beni e di territorio con una 'strategia hard': in 150 anni e' stato promosso uno sviluppo che ha consumato risorse naturali e occupato territorio". "Da alcuni anni -ha ricordato- la discussione si e' incentrata su come rendere compatibile lo sviluppo. Dalla Convenzione di Rio del 1992, che ha definito le caratteristiche dello sviluppo sostenibile, molti Paesi, in modo forte l'Europa, hanno cominciato a ragionare su come rendere effettiva la convenzione. Ad oggi, il risultato e' di luci e ombre. Tra i paesi consolidati, solo alcuni sono andati in questa direzione, mentre i paesi in via di sviluppo hanno decisamente ignorato tali linee". (segue)