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Consumi: l'Italia e' 'low cost high value' e taglia la spesa per 5,7 mld/Adnkronos

domenica 19 maggio 2013

2' di lettura

Milano, 18 mag. (Adnkronos) - Risparmia per sopravvivere e nel 2012 ha tagliato 5,7 miliardi di euro sul cibo. Serate in casa, viaggi low-cost e vestiti usati anche per i bambini. Questo il ritratto del ceto medio italiano in tempo di crisi tracciato da accademici e osservatori, che definiscono 'low cost hig value' il nuovo stile di vita. Il ristorante e' ormai un vecchio ricordo per la maggior parte delle famiglie, che ora semmai acquista semilavorati per cucinare manicaretti fai-da-te. Nel dimenticatoio i marchi di alta gamma: vanno per la maggiore la quelli dei supermercati. Mentre il mercato dell'usato funge da integrativo del reddito. I vacanzieri danno sempre piu' importanza al prezzo piuttosto che alla meta e c'e' chi cerca l'offerta persino tra i viaggi gia' low-cost. L'inversione di tendenza nello stile di acquisto, e di vita, degli italiani e' da alcuni studiosi fatta risalire ai primi anni Novanta, quando l'Italia stava vivendo un'altra crisi economica, ma senza dubbio si e' accentuata dal 2007 al 2012, quando gli hard discount sono cresciuti di piu' di mille unita', arrivando a detenere una quota di mercato pari al 13,5%. "La crisi - spiega Federdistribuzione ad Adnkronos - ha modificato le abitudini di consumo degli italiani". E' finito, in Italia, il "periodo degli status symbol", come spiega ad Adnkronos Italo Piccoli dell'Universita' Cattolica di Milano, "e' iniziata l'era degli style symbol", cioe' quei prodotti che fanno ben figurare chi li acquista senza dover spendere troppo. "Vedete forse degli europei, russi a parte, nelle vie dello shopping milanese?" e' la domanda retorica di Piccoli. La presenza di ricchi asiatici e l'assenza d'italiani si spiega con "la sudditanza dei primi agli status symbol". Francesca Montagnini dell'Universita' Bicocca di Milano individua "un nuovo approccio etico" nell'attitudine degli acquirenti, mentre nelle librerie proliferano tanto le guide ai ristoranti economici quanto i libri sul design low cost, a indicare come il trend non riguardi affatto soltanto i poveri, ma sia ormai diffuso in ogni strato della societa'. (segue)

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