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Consumi: l'Italia e' 'low cost high value' e taglia la spesa per 5,7 mld/Adnkronos (5)

domenica 19 maggio 2013

1' di lettura

(Adnkronos) - Si diffonde il fenomeno dei mercatini dell'usato, che "nel 2012 hanno iniziato a essere visti come una fonte di reddito" da parte di quell'8-10% di consumatori italiani che ne fa uso. Lo spiega ad Adnkronos Alessandro Giuliani di Leotron, societa' leader in Italia nella produzione di software gestionale per i mercatini dell'usato. "E' evidente dalla diminuzione del numero di clienti che dimenticano di tornare a prendere i soldi una volta venduta la merce". Il cliente tipico "oggi non e' piu' il radical-chic dei primi anni, ma il normale consumatore di ceto medio, quello che fino a ieri andava all'Esselunga". Persino le madri si rivolgono a mercatini dell'usato per vestire i propri bambini, con un boom del volume di venduto dei cosiddetti "baby bazar" pari al 21% anno su anno nel periodo compreso tra il 2 maggio 2012 e il 30 aprile 2013. "Curioso - sottolinea Giuliani - come in questo caso si vendano quasi solo capi firmati". Stando ai dati della Camera di Commercio di Milano, nel 2012 in Italia c'erano 3.247 mercatini dell'usato. "Leader tra le regioni la Lombardia" con il 15% del totale nazionale di "imprese attive". Tra le province e' quella di Roma a essere in testa, con il 12%. Il settore con piu' imprese e' quello di mobile e antiquariato (56% del totale), seguito da indumenti e altri oggetti (26%). (segue)

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