(Adnkronos) - Il settore dei viaggi di vacanza non fa eccezione, "con risparmi addirittura sui viaggi low-cost", come spiega ad Adnkronos Fortunato Giovannoni, presidente di Fiavet (Federazione Italiana Associazioni imprese Viaggi E Turismo). "Il ceto medio si taglia un paio di giorni ogni due settimane di vacanza". E dall'inizio della crisi, "le nostre mete classiche, quali la Riviera Romagnola, hanno subito una contrazione nei ricavi superiore al 10%". Anche chi si reca in villeggiatura, lo fa comunque stringendo la cinghia, se e' vero che "si prenotano sempre meno divertimenti serali a pagamento, come feste popolari, manifestazioni, ritrovi". Non risente della crisi un solo settore, quello della crociera, "perche' ha prezzi fissi, non suscettibili di variazioni in corso di viaggio, e contenuti". L'incertezza riguardo al costo della vacanza e' uno dei maggiori motivi di frustrazione per i consumatori, "specie da quando e' stata introdotta la tassa di soggiorno, variabile da localita' a localita'". Altra spada di Damocle "e' l'aumento dell'Iva", mentre per quanto riguarda i voli "c'e' l'incertezza legata alle fluttuazioni di costo del carburante". Se la situazione dei consumi per quanto riguarda i ceti medio-alti "e' stazionaria da un paio d'anni", quella del ceto medio vede una progressiva "perdita d'importanza della destinazione", in favore "del prezzo". Gente che arriva in agenzia dicendo "ho questo budget, dove posso andare?". Ma nonostante le difficolta', i viaggiatori tendono ancora a "preferire le agenzie al fai-da-te", per una questione di sicurezza. La riduzione della spesa e' piuttosto effettuata attraverso advanced booking (prenotazioni con largo anticipo) o last minute (prenotazioni a ridosso della data di partenza). (segue)