Torino, 18 mag. - (Adnkronos) - "Senza informazione non c'e' crisi, se non c'e' crisi non c'e' consapevolezza, se non c'e' consapevolezza la crisi diventa ancora piu' insidiosa e problematica. Noi abbiamo raccontato la crisi con lo strumento piu' antico eppure cosi' moderno, la radio, dando con la nostra informazione all news la possibilita' a tutti i cittadini di accedere alla 'cassetta degli attrezzi', agli strumenti, cioe' utili per comprendere come e' possibile superarla". Cosi' Antonio Preziosi, direttore di Radio 1 e del Giornale Radio Rai, ha raccontato il suo libro 'Radiocronaca di una crisi', presentato oggi al Salone del libro, alla presenza del vicepresidente della Commissione Europea, Antonio Tajani in cui si analizza il peso svolto dai media in campo economico. "In un momento di difficolta' - ha aggiunto Preziosi - in un momento in cui facevamo anche fatica a apprendere concetti astrusi ma che poi sono diventati familiari, la radio ha svolto un' attivita' di alfabetizzazione, ha raccontato la crisi e le parole della crisi renderendo veramente un servizio pubblico ai cittadini". Secondo Preziosi, inoltre, la crisi e' servita anche ad accendere un faro sul ruolo dell'Europa. "L'Europa - ha detto - e' la bella dimenticata di quesa crisi. Ci siamo spesso concentrarti sulla dimensione locali e ci siamo dimenticati che esisteva un'Europa . La crisi ci e' servita ad aprire gli occhi sull questa realta'- ha concluso - perche' e' necessaro che tutti apriamo gli occhi sulla dimensione europea dato che e' da li' che puo' nascera la possibilita' di uscire fuori dalla crisi".Una riflessione condivisa da Tajani, che sottolienando il ruolo importante rivestito dalla radio, ha aggiunto: "sono d'accordo con il direttore preziosi, per uscire dalla crisi serve piu' Europa, non meno Europa".