Roma, 19 mag. - (Adnkronos) - La crisi economica aggredisce l'Italia e l'Europa. La disoccupazione ha raggiunto, nel nostro Paese, numeri da record e la ripresa stenta a farsi strada. Come reagirebbero gli antichi greci e romani alle difficolta' che sta attraversando buona parte dell'Occidente? Approverebbero l'austerita'? In sostanza no rispondono lo storico Marco Santucci, (docente di storia greca all'Universita' di Urbino Carlo Bo) e lo storico, scrittore ed archeologo Valerio Massimo Manfredi, interpellati dall'Adnkronos. "Se oggi ci fossero i greci, sarebbero contro le misure di austerita'. Nel quinto secolo -spiega Santucci- Pericle rispose alla crisi premendo molto sugli investimenti. In quest'ottica, diede impulso ad un piano di opere pubbliche di vasto respiro per dare lavoro alla massa di inoccupati. Il suggerimento dei greci, insomma, sarebbe quello di abbandonare l'austerita'". I romani, invece, sottolinea Valerio Massimo Manfredi, risponderebbero alle difficolta' economiche con "mezzi finanziari, svalutando la moneta e cercando poi di calmierare i prezzi". I greci, osserva ancora Santucci, "sarebbero per una politica di investimenti. Avevano capito che il denaro speso ne produceva altro. Soprattutto nel V secolo, hanno insistito sul fatto che gli investimenti erano capaci di creare opportunita' di lavoro. Va anche detto, comunque, che potevano permettersi questa larghezza, perche' disponevano di molti tesori provenienti dal loro impero. Atene, allora, era una potenza che riceveva ogni anno tributi dalle sue citta' vassalle. Pericle sarebbe stato contro l'austerita', ma aveva dei tesori a disposizione". (segue)