I Mercati l’hanno capita: finito il panico da imposta

Borse europee positive, anche Piazza Affari in rialzo. Si scommette sul successo dell’accordo entro il 1° Agosto
di Maurizio Stefaninimartedì 15 luglio 2025
I Mercati l’hanno capita: finito il panico da imposta

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Borse in apprensione, ma tutto sommato l’inizio di una settimana tesa per la schermaglia sui dazi tra Trump e Bruxelles l’effetto è stato meno pesante del previsto.
Un impatto immediato limitato, dal momento che è diffusa l’aspettativa su progressi negli accordi commerciali prima della scadenza del mese prossimo. I mercati europei hanno registrato cali più marcati, in risposta alla minaccia di un dazio del 30% ad agosto se non si raggiungessero accordi commerciali. Intorno alle 9:30, il Cac 40 francese era in calo dello 0,52% a 7.788,23; il Ftse 100 britannico dello 0,38% a 8.941,12 il Dax tedesco dello 0,85% a 24.049,73; l’Ibex 35 spagnolo dello 0,80% a 13.897,80; il Ftse Mib italiano dello 0,86% a 39.726,27. L’indice paneuropeo Stoxx 600 scivolava dello 0,48%, e lo Stoxx 50 del 0,83 per cento. A metà seduta Francoforte segnava -0,9% e Parigi a -0,5%, ma Madrid era risalita a -0,3%, Milano a -0,2%, e Londra era addirittura positiva del +0,4, grazie agli accordi già raggiunti. A fine giornata anche Milano e Madrid erano andate in positivo, rispettivamente con lo 0,27% e lo 0,25%, mentre Londra arrivava allo 0,65%. Ancora in calo invece Parigi (-0,27%) e Francoforte (-0,31%), mentre vola, a New York, il Dow Jones che ha guadagnato lo 0,20%, e il Nasdaq balza in avanti dello 0,27%.

Intanto il Bitcoin ha raggiunto un altro massimo storico, salendo fino al 3,6% prima di stabilizzarsi intorno ai 121.315 dollari, secondo CoinDesk. Bene anche Ethereum, che guadagna un solido +2,39% e si riporta sopra la soglia dei 3.030 dollari, mentre Xrp accelera con un rialzo del 4,15%. Effetto di una spinta rialzista degli asset rischiosi all'inizio della Settimana delle criptovalute in cui i membri del Congresso Usa discuteranno diverse proposte di legge che potrebbero definire il quadro normativo del settore. Nei mercati energetici, il petrolio greggio di riferimento statunitense è salito di 1,05 dollari a 69,50 dollari al barile, avvicinandosi al livello di 70 dollari perla prima volta da un calo di due giorni a fine giugno. Il greggio Brent è salito di 1,03 dollari a 71,39 dollari al barile. Il dollaro è salito da 147,38 yen giapponesi a 147,45. L'euro è sceso leggermente da 1,1692 a 1,1690 dollari.

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Le azioni cinesi sono invece salite dopo che il governo ha riferito di un aumento delle esportazioni il mese scorso, poiché la tregua nella guerra dei dazi ha portato a un'impennata degli ordini in vista della scadenza del 1° agosto per raggiungere un nuovo accordo commerciale con Washington. L'Hang Seng di Hong Kong ha guadagnato lo 0,3% fino a 24.091,4 punti, e anche l’indice composito di Shanghai è salito dello 0,3% a 3.519,65 punti. Anche l’indice Kospi della Corea del Sud è salito dello 0,8% a 3.202,03 punti. In discesa, invece, l’indice Nikkei 225 di Tokyo, dello 0,3 a 39.459,62 punti; l’S&P/ASX australiano, dello 0,1% a 8.570,40 punti; e anche Taiwan, a -0,6 per cento.