Quando incominciano a volare i razzi è il momento di comprare. Quella di BTIG è una versione rivisitata della celebre massima attribuita al barone Nathan Rothschild, dalla guerre napoleoniche alla guerra in Iran il meccanismo è sempre lo stesso, quando tutti hanno paura è il momento in cui i duri cominciano a giocare, tradotto con il gergo di borsa è il momento in cui le mani forti cominciano a comprare. Questo succede nella maggior parte dei casi e molto probabilmente le attuali analisi di BTIG sono figlie dell'esperienza del 2003, quando all'alba del 20 marzo il primo missile da crociera Tomahawk lanciato da una nave Usa diede inizio all'attacco all'Iraq accendendo una luce abbagliante in cielo e portando Wall Street fuori dal buio di un bear market che stava durando da due anni. I razzi volavano e insieme a loro cominciavano a volare anche gli acquisti, ma nel 2003 a differenza di oggi eravamo a dei minimi e molto profondi, oggi siamo sui massimi storici e dopo 3 anni di gran rialzi, e questa non è una differenza da poco. La nouvelle vague di trader e investitori forse non segue nemmeno queste leggi, ma oggi su ogni ribasso compra perché non ha mai conosciuto un vero mercato orso, e affidandosi alla legge dei “buy the dip” fino a ora gli è andata sempre bene. E proprio il “buy the dip” da talismano potrebbe diventare fonte di sventura. Il fanatismo religioso non è mai una buona cosa, obnubila la ratio, acceca e accende l'emotività, ce ne rendiamo conto sempre più nella società civile, ma anche a Wall Street, il tempio pagano dove la religione del "buy the dip" negli ultimi anni ha fatto grande proselitismo, fanatici narcotizzati dall'oppio del denaro facile, dal printing delle banche centrali, ora sono incapaci di distinguere una correzione da un ribasso. Lo si è visto la scorsa settimana quando le voci sull'ipotesi di scorta della Marina Militare Usa per le navi nello Stretto di Hormuz ha fatto recuperare le perdite a Wall Street. Razionalmente, ma avete presente quante sono le navi da proteggere? Tornando alla realtà e ai veri problemi, si scorgono ombre minacciose e non sono quelle dei missili balistici, ma hanno fattezze sinistre simili a quelle del 2008. Blackrock ha annunciato di aver limitato i prelievi da un suo fondo di debito a seguito di un'impennata delle richieste di riscatto, dopo Blackstone, KKR e Blue Owl Capital è solo l'ennesimo scricchiolio. Ricordate i fondi di BNP Paribas del 2007? Nel 2008 il petrolio volava a 150$ e Fugnoli nel suo “rosso e nero” scriveva del pericolo Iran. Ora la palla torna nelle mani delle Banche Centrali, oggi come allora alla BCE c'è un francese, fortunatamente non è Trichet.
NASDAQ: la scorsa settimana ha tenuto, perla prossima mi aspetto l'esatto contrario, discesa e short the top.
PETROLIO: sono stato visionario, buy quando nessuno se lo filava. Ora siamo quasi a $100 con volatilità, entrare ora è come andare a ballare in pista quando sono tutti ubriachi, rischi solo gomitate e una rissa.
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