«She's fantastic, she's fantastic leader and person» ricordate la frase? Fu Donald Trump a pronunciarla e la leader in questione era Giorgia Meloni. Quella volta non ci furono dubbio equivoci sulla tradizione, era abbastanza semplice, la battuta fu strappata da Stefania Spatti corrispondente di Class Cnbc la «lady del floor» a Wall Street, era il dicembre del 2024 e Trump fresco di vittoria elettorale aggiunse: «E non vedo l'ora di lavorare con lei».
Lo disse anche di Elon (Musk) poi fece baruffa, poi la pace e poi chissà. Lo disse anche di Jerome (Powell) poi lo insultò, poi si complimentò e poi ricominciò a insultarlo. Lo ha fatto anche con Volodymyr (Zelens'Kyj) e velatamente lo fa anche con Bibi, ora però tocca a Giorgia e la situazione si complica, ma Wall Street per ora regge e tutto ancora si tiene, ma fino a quando? Siamo solo all'inizio di un'estate che si preannuncia rovente e già fioccano i colpi di scena. E non mi riferisco solo a quelli del pallone con Spagna e Brasile incerte, e la Turchia con già in mano il biglietto aereo di ritorno, ma a tutto ciò che ruota intorno ai mercati. Delle trattative tra Usa e Iran è inutile perderci la testa, più interessante è osservare l'andamento del prezzo del petrolio, da inizio conflitto abbiamo sentito ripetere un messaggio univoco: anche se la guerra finirà presto ci vorrà molto tempo prima che le cose ritornino come prima. Detto, fatto, il petrolio in poche sedute è già tornato ai livelli di inizio marzo, e senza nemmeno una pace ufficiale. «Sono scioccato che non ci sia stato lo shock» la battuta è di Davide Tabarelli, uno dei maggiori esperti di energia in Italia, che con grande onestà aggiunge «con la chiusura dello Stretto ci aspettavamo prezzi a $200, ma evidentemente l'offerta è talmente abbondante che i prezzi non riescono a salire, mi aspetto ora un periodo di bassa inflazione e tassi che non saliranno».
Bisogna dargli merito è uno dei pochi a ammettere gli errori, perché per gran parte degli economisti è una gara al “ciapa no"”, dalla pandemia in poi non ne prendono una. Sull'inflazione in calo però ho dei dubbi. Perplessità che ha manifestato anche il nuovo capo della Fed Kevin Warsh che ha dichiarato di essere molto determinato nel voler riportare il livello dei prezzi al consumo al 2%. «Questi dot plot sono stati scritti a matita e i voti possono cambiare» è stata la frase di Warsh. Il suo si preannuncia come un regno pieno di colpi di scena. Le uniche certezze sembrano sopravvivere nel nostro Paese dove lo spread rimane molto contenuto e Piazza Affari ha abbondantemente superato i record storici del 2000. Forse non lo è più per Trump, ma per i mercati Giorgia Meloni rimane ancora una «fantastic leader».
FUZZY: l'ultimo record ci ha regalato un certezza, le future correzioni saranno tutte da comprare.
EURO/DOLLARO: come anticipato il biglietto verde si è rafforzato, sotto 1,14 ci sarà una parentesi di Dollaro forte.
NASDAQ: venerdì sera con WS in festa c'è stato un forte movimento sulle opzioni, correzione in vista?
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