Anche le tredicesime entrano nel menù della prossima finanziaria alla voce taglio delle tasse, su cui tutte le forze della maggioranza ormai sembrano convergere. Se il pil crescerà dello 0,9-1%, come ormai in molti prevedono, e se a settembre la revisione Istat dei saldi consentirà a Bruxelles di far uscire l’italia dalla procedura di infrazione, concedendo più margini di manovra sulla flessibilità già accordata dell’1,5% del pil (circa 35 miliardi) per energia e difesa nel prossimo triennio, la tanto attesa sforbiciata dei balzelli potrebbe assumere anche consistenze importanti.
Ci sono molti se, è vero, ma nel centrodestra la voglia di consegnare agli italiani, nell’ultima manovra della legislatura, una serie di misure di alleggerimento fiscale è tanta. Il piatto forte resta l’aiuto al ceto medio.
L’idea è sempre quella di abbassare al 33% l’aliquota Irpef per i redditi da 50 a 60mila euro. Una riduzione di tasse fortemente invocata da molti, a partire da Forza Italia, anche lo scorso anno, ma che ora sembra dietro l’angolo.
CETO MEDIO
Già Con l'ultima legge di bilancio, spiega il presidente della commissione Finanze della Camera, Marco Osnato, intervistato dal ilSussidiario.net durante il Meeting di Rimini, «siamo intervenuti sul ceto medio, riducendo dal 35% al 33% l'aliquota Irpef sullo scaglione tra 28mila e 50mila euro». Ora «l’ipotesi è proseguire su questa strada estendendo il 33% fino a 60mila euro, con un beneficio aggiuntivo fino a mille euro e un costo vicino ai 3 miliardi». Possibilità ribadita ieri anche dal vicepremier Antonio Tajani in un’intervista a Milano Finanza. Concretamente la riforma sposta da 50 a 60mila euro il punto in cui scatta il 43%.
Con un vantaggio fiscale, come dice Osnato, che può arrivare a mille euro l’anno per chi guadagna la soglia massima. Il vantaggio sarebbe di 100 euro per ogni mille di euro a partire dai 50mila. Con 51mila euro di imponibile, secondo alcune simulazioni effettuate da Il Giorno, oggi l’imposta teorica è di 14.130 euro, con la modificha scenderebbe a 14.030. A 55mila passerebbe da 15.850 a 15.350, a 60mila da 18mila a 17mila.
Senza sterilizzazioni, come avvenuto nel passaggio dello scorso anno dal 35 al 33% per i redditi fino a 50mila euro, che ha neutralizzato il beneficio per chi guadagna Il presidente della Commissione Finanze alla Camera, ha dato alcune cifre sull’estensione dell’aliquota del 33% fino a 60mila euro: un beneficio aggiuntivo fino a mille euro, per un costo vicino ai 3 miliardi. Sopra i 200mila euro l’anno, lo sconto di mille euro proseguirebbe anche oltre la soglia, a causa del sistema Irpef a scaglioni.
Ma il sostegno al ceto medio non è, come si diceva, l’unica voce del menù. Intanto, come spiega ancora Osnato, non sono esclusi ulteriori interventi sui redditi bassi. «Un punto in meno sullo scaglione attuale del 23%», precisa, «costa indicativamente 1,5 miliardi e garantisce un beneficio fino a 220 euro». Si tratta di capire come combinare le diverse leve fiscali.
La novità, però, è rappresentata dalle tredicesime, su cui non si applicano le detrazioni da lavoro dipendente. «Sostituire l'Irpef ordinaria con una imposta del 15% o del 10% produrrebbe un risparmio netto in busta paga tra 200 e 500 euro, a seconda del reddito», dice Osnato. L’ipotesi minima, prosegue il presidente della commissione Finanze della Camera, è applicare la detassazione sui redditi fino a 15mila euro annui. Ma l’obiettivo vero, aggiunge a Libero, è quello «di ridurre l’aliquota al 10% per i redditi fino a 30mila euro».
Soglia che aumenterebbe a dismisura la platea dei beneficiari. Secondo l’osservatorio Inps, infatti, circa il 75% dei dipendenti nel settore privato, ovvero 12-13 milioni di persone, incassa stipendi annui fino a 30mila euro.
DETASSAZIONE
Va ancora più in là Tajani, secondo cui l’aspirazione è tagliare del tutto le tasse sulle tredicesime per i redditi al di sotto di una certa soglia, da stabilire ovviamente in base alle risorse disponibili. Ma nelle intenzioni del leader di Forza Italia non ci sono solo i dipendenti. Tajani propone anche «una flat tax incrementale strutturale al 5% per tutti, applicata all’incremento di reddito rispetto a quello dichiarato l’anno precedente, premiando anche partite Iva, artigiani e professionisti. Il principio è incentivare chi lavora, investe e produce di più. Lo stesso vale per gli straordinari e per la detassazione dei premi di produttività».
Altra novità che farebbe comodo alle tasche dei contriubuenti è il cashback immediato sulle spese sanitarie. Oggi, spiega Tajani a Milano Finanza, «la detrazione del 19% viene recuperata l’anno successivo, mentre per le spese tracciate vogliamo un cashback immediato sul conto corrente: chi deve curarsi ha bisogno delle risorse subito». Non da ultimo, Forza Italia propone anche l’abolizione del bollo auto.