Nella manovra approvata in Consiglio dei ministri c'è spazio anche per le pensioni. In particolare, come annunciato dalla premier Giorgia Meloni, è stato previsto, su richiesta del leader della Lega Matteo Salvini, un fondo da 850 milioni per la flessibilità, un fondo che dia la possibilità di andare in pensione a 64 anni e non 67, come previsto dal regime di vecchiaia ordinario. In conferenza stampa, la presidente del Consiglio ha precisato che la misura sarà destinata a chi va in pensione col sistema contributivo.
Per quanto riguarda l'abbassamento dell'età, però, sarà il Parlamento a dover stabilire requisiti, beneficiari e modalità di accesso, tenendo conto del fatto che la proposta nelle forme richieste dal Carroccio costerebbe circa 1,6 miliardi di euro, secondo una ricostruzione dell'Ansa. Attualmente si va in pensione a 67 anni (che diventeranno 67 anni e un mese nel 2027 e 67 anni e tre mesi nel 2028, in linea di massima con almeno 20 anni di contributi).
Secondo la proposta della Lega, quella che dovrebbe entrare in vigore è una nuova Quota 100, dal momento che prevede 64 anni di età minima e 36 anni di contributi versati, anche se tali requisiti non sono ancora stati approvati dal governo. Tutto, però, è ancora in via di definizione. L'intenzione sarebbe di rendere più ampio l’accesso al pensionamento anticipato. Ma un dubbio, secondo il Corriere della Sera, c'è: quest’eventuale flessibilità sarebbe riservata a chi ha una pensione interamente contributiva oppure potrebbe essere utilizzata anche dai lavoratori del sistema misto? Non è escluso, inoltre, che venga fatta una selezione dei beneficiari.
Anche se la nuova proposta del Carroccio prevede 64 anni di età e 36 di contributi, i requisiti sono diversi dalla Quota 100 introdotta nel 2019, quando poteva uscire dal lavoro in anticipo chi aveva 62 anni e 38 di contributi tra l'anno dell'introduzione della misura e il 2021. In quel caso, inoltre, non era previsto il ricalcolo obbligatorio dell'intera pensione con il metodo contributivo.