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Siria, autobomba uccide donne e bambini. Mosca ammette: Assad perde il controllo

domenica 16 dicembre 2012
Siria, autobomba uccide donne e bambini. Mosca ammette: Assad perde il controllo

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Damasco, 13 dic. (Adnkronos/Aki/Ign) - Sono almeno sedici le persone rimaste uccise e oltre 25 quelle ferite in seguito all'esplosione di un'autobomba nel sobborgo di Qatana, a sud ovest di Damasco. Lo riferiscono media locali, spiegando che tra le vittime di contano molte donne e bambini. La deflagrazione, che probabilmente aveva come obiettivo quello di colpire una caserma, è infatti avvenuta nei pressi di una scuola materna. Attivisti dell'opposizione all'agenzia di stampa 'Dpa' riferiscono di violenti scontri tra forze del regime e ribelli vicino a Damasco, nei sobborghi di Daraya, Arbeen e Harasata. E spiegano che il governo di Bashar al-Assad ha rafforzato la sicurezza attorno ai luoghi sensibili dopo gli attentati condotti ieri dai ribelli contro istituzioni dello Stato, tra cui la triplice esplosione al ministero degli Interni. Nell'attacco, che è stato rivendicato dal Fronte al-Nusra, il ministro dell'Interno siriano, Mohammed Ibrahim al-Shaar, è rimasto ferito, secondo quanto riferisce la tv privata libanese Mayadeen, emittente vicina al regime di Assad. Shaar è sfuggito lo scorso luglio all'attentato contro la sede della sicurezza siriana a Damasco, in cui sono stati decapitati i vertici della difesa del regime. Mosca ammette che Assad sta perdendo il controllo della situazione e che i ribelli potrebbero rovesciare il regime. "Il regime sta perdendo sempre più il controllo del Paese", ha detto il vice ministro degli Esteri russo Mikhail Bogdanov all'agenzia Itar-Tass. E' la prima volta che la Russia riconosce la possibilità che l'alleato siriano possa essere sconfitto nella guerra civile che insanguina il Paese. Intanto i Comitati di coordinamento locale della rivoluzione hanno lanciato un appello ai ribelli a considerare "terreno neutrale i luoghi di culto, come le chiese e le moschee, soprattutto nelle aree religiose miste" e a mantenersi "il più lontano possibile dai luoghi archeologici nella capitale Damasco". Viene inoltre chiesto ai cittadini di Damasco "di preparare tempestivamente scorte di primo soccorso, ripari, generatori elettrici e generi essenziali" in vista della battaglia decisiva. Secondo i Comitati la liberazione del Paese è ormai vicina. Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nel messaggio inviato al presidente della Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani, Pietro Marcenaro, in occasione della conferenza internazionale sui diritti umani e le politiche estere che si è aperta oggi a Torino, scrive che il popolo siriano è "oggetto di un'inaccettabile violenza del regime contro la popolazione civile e vittima di brutalità indiscriminate". Nel messaggio il capo dello Stato ricorda, però che "i diritti umani vengono calpestati anche in altre parti del mondo. Viva preoccupazione destano anche gli episodi di intolleranza e di violenza ai quali sono esposte le comunità cristiane in diverse aree dell'Asia e dell'Africa".