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Jean-Luc Mélénchon, accusa Emmanuel Macron? Perquisita l'abitazione: roba da regime

Caterina Spinelli
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Gli investigatori francesi ieri, martedì 16 ottobre, hanno fatto irruzione negli uffici del partito di sinistra La France Insoumise (LFI) e nella casa del suo leader, Jean-Luc Mélenchon. L'accusa, rivolta dai pubblici ministeri contro Lfi, è di falsi impieghi al Parlamento europeo e di violazione delle leggi sul finanziamento delle campagne elettorali. Leggi anche: Macron alle prese con il rimpasto di governo Così Mélenchon non ha esitato a renderlo pubblico, filmando in diretta su Facebook, la perquisizione degli agenti nel suo appartamento. La polizia non si è limitata a recarsi nel quartier generale, ma ha anche messo sottosopra le abitazioni di tutti i collaboratori, confiscando loro dispositivi mobili e hard disk. "Si tratta di violazioni antidemocratiche, volte a intimidire i sostenitori del partito - commenta il leader di sinistra -. Vedrete, domani avranno trovato una scusa o qualche motivo per mandarci in prigione, questa è la loro nuova tecnica". Mélenchon accusa il governo di Macron, alle prese con un difficile rimpasto, reso ancora più complicato dal basso indice di gradimento raggiunto dalla sua presidenza. "Vogliono farmi finire come Lula", dice citando l'ex presidente brasiliano ora in carcere. Leggi anche: Mélenchon e il suo appello Facebook Infine, Mélenchon si rivolge direttamente alla neo-ministra della giustizia, Nicole Belloubet, con un passato nel Partito Socialista: "Signora Belloubet, sei orgogliosa di quello che stai facendo? Hai dimenticato tutto: chi sei tu, chi sono io, non hai più dignità? Quello che stai affrontando è una forza politica, non una persona isolata. Ve lo faremo pagare politicamente".

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