"Ma sei stato tu a spostare le levette del carburante su off?", "No, non sono stato io": questo lo scambio che avrebbero avuto in cabina Sumeet Sabharwal e Clive Kundar, i due piloti del volo di Air India precipitato subito dopo il decollo lo scorso 12 giugno su uno studentato ad Ahmedabad. Questa la conversazione registrata dalle scatole nere del velivolo. L'ipotesi al vaglio degli investigatori è che i motori possano essere stati spenti intenzionalmente da chi era in cabina. Secondo il Daily Telegraph, inoltre, non è escluso che Sabharwal soffrisse di depressione e disturbi mentali. "Diversi piloti della compagnia mi hanno detto che ha dovuto prendere diversi congedi negli ultimi tre-quattro anni", ha spiegato Mohan Ranganathan, uno dei massimi esperti di sicurezza aerea in India.
Al comandante era morta la madre nel 2022. Da allora, il padre 90enne era rimasto da solo a Mumbai, dove di recente si era trasferito anche lui. "Altri due o tre voli e poi sarò sempre con papà", aveva detto Sabharwal, che infatti sarebbe andato in pensione nel giro di qualche mese. In ogni caso, negli ultimi due anni aveva comunque passato il test medico “Class 1” che esamina le capacità psicofisiche degli aviatori.
Air India, "perché si è suicidato": il pilota dietro la strage
Qualcosa non torna nell'incidente del Boeing 787 Dreamliner della Air India precipitato uccidendo 241 pers...Ad oggi si sta ancora cercando di capire perché uno dei due piloti abbia spostato quelle leve, interruttori fondamentali perché assicurano il carburante ai propulsori nella fase del decollo. Si esclude il gesto accidentale perché per cambiare la modalità degli interruttori serve sollevarli. Potrebbe essersi trattato piuttosto di un errore oppure di un gesto estremo suicida. Intanto, l’associazione di categoria “Indian Commercial Pilots” ha respinto le allusioni del Telegraph, chiedendo rispetto per i piloti e le loro famiglie.