Dopo Parigi, anche Roma apre un'inchiesta sulla strage di Crans-Montana, dove il locale Le Constellation è andato a fuoco la notte di Capodanno non lasciando scampo a 40 persone, tutti giovanissimi, tra cui anche italiani. Le ipotesi di reato sono omicidio e incendio colposi. La procura capitolina è quella competente su presunti reati commessi all'estero in cui cittadini italiani sono parti offese.
Intanto, la procura del Cantone Vallese, coordinata da Beatrice Pilloud, indaga per omicidio, lesioni e incendio colposi Jacques Moretti e la moglie Jessica Maric, gestori del disco-bar in cui è divampato l'incendio, probabilmente scatenato dalle "candele scintillanti" messe sulle bottiglie di champagne. Al vaglio degli inquirenti elvetici c'è anche il rispetto delle misure di sicurezza, in particolare delle norme antincendio, dopo che il Comune di Crans-Montana ha ammesso di non avere svolto controlli di questo tipo per ben cinque anni, dal 2020 al 2025.
Un'inchiesta, infine, è stata aperta anche in Belgio, come annunciato all'agenzia Belga dal procuratore federale Marc Rezette. Quest'ultimo ha precisato che la procura del Brabante Vallone ha aperto un fascicolo in coordinamento con la procura federale. Tra le 40 vittime del rogo di Capodanno, infatti, c'è anche una studentessa belga di 17 anni. L'iniziativa, ha spiegato il procuratore, punta a facilitare l'assistenza alle vittime e a garantire il coordinamento tra le loro famiglie in Belgio e le autorità svizzere.