Lo scorso anno, il primo della seconda presidenza di Donald Trump, negli Stati Uniti si sono registrati 922 omicidi in meno rispetto al 2024. Il tasso relativo è diminuito del 21%, mentre le aggressioni aggravate sono calate del 9% e del 22% quelle con armi da fuoco. Le rapine invece sono diminuite del 23%, mentre i furti d'auto si sono quasi dimezzati, calando 43%. Lo sostiene un rapporto del Council on Criminal Justice, organizzazione indipendente e apartitica di grande prestigio, secondo il quale quando l’FBI pubblicherà i dati nazionali ufficiali entro la fine dell'anno, «ci sarà una forte possibilità che gli omicidi nel 2025 scendano a circa 4,0 ogni 100.000 residenti». «Si tratterebbe», aggiunge il CCJ nel suo rapporto, «del tasso più basso mai registrato nei dati delle forze dell'ordine o della sanità pubblica a partire dal 1900, e segnerebbe il più grande calo percentuale annuo del tasso di omicidi mai registrato».
Ovviamente ogni persona di buon senso collegherebbe tali risultati alle politiche del presidente in carica, in particolare quelle migratorie che si basano sul presupposto che una buona dose di criminalità sia generata dagli immigrati clandestini. Lo stesso Trump ha sottolineato che tutta la sua campagna elettorale è stata improntata proprio su quello e qualcuno forse ricorderà quando durante il primo e unico faccia a faccia con il presidente uscente, si riferì espressamente ai “crimini degli immigrati di Biden” promettendo che avrebbe fatto piazza pulita dei clandestini. E così, lo dicono i numeri, è stato fatto, forse superando ogni più rosea aspettativa.
Nel 2023 negli Stati Uniti sono stati registrati quasi 14 milioni di irregolari, per essere più precisi 13.738.000 di “unauthorized”, cioè di persone nate altrove e privi di documenti, non autorizzate a vivere nel Paese. A inizio gennaio il Dipartimento per la sicurezza interna ha confermato che oltre 2,5 milioni di tali immigrati irregolari hanno lasciato il Paese, direttamente deportati o volontariamente datisi alla fuga per paura dei controlli a tappeto.
Sembrerebbe naturale associare la diminuzione del crimine a tale dato, ma a quanto pare per molti non lo è. Sinistra e media si sono arrampicati sui vetri per sostenere che i clandestini non c’entrano niente, che gli immigrati delinquono tanto quanto i cittadini americani e che quindi il merito non va attribuito a Trump, bensì a un trend in atto da anni.
Qualcuno tira fuori l’effetto Covid, sostenendo che durante la pandemia i controlli sono diminuiti, che la perdita di posti di lavoro negli enti locali ha paralizzato la capacità delle comunità di prevenire la criminalità facendo schizzare i reati, ma che a partire dal 2023 i posti di lavoro hanno superato i livelli pre-pandemia e i reati hanno iniziato a calare. Quindi, secondo i sostenitori di tale tesi, i dati del 2025 dovrebbero essere più o meno in linea con quelli del 2019, ma non è così. Secondo la ricerca del CCJ lo scorso anno si è verificato il 25% in meno di omicidi rispetto al 2019 e anche tutti gli altri reati sono diminuiti: le aggressioni aggravate del 6%, le aggressioni con armi da fuoco del 13%, le aggressioni sessuali del 4%, la violenza domestica del 19%, le rapine del 36% e i furti d'auto del 29%. I reati legati alla droga sono stati l’unica categoria che ha registrato un aumento nel 2025 rispetto all'anno precedente, con un incremento del 7%, ma sono comunque diminuiti di un notevole 19% rispetto ai livelli del 2019.
Dati inequivocabili, ma non basta. Il Time, ad esempio, ha citato esperti del ramo che parlano di un «caleidoscopio di fattori», nessuno dei quali può spiegare singolarmente o definitivamente il declino del crimine. Lo stesso presidente e Ceo del CCJ, Adam Gelb, sostiene che disaggregare tutti i fattori che contribuiscono a contrastare la criminalità per creare una spiegazione coerente dei dati è un compito «impossibile». Ovviamente Gelb si guarda bene dal citare le politiche in atto, si limita a suggerire si tratti di un fenomeno legato a «cambiamenti più ampi nella società, nella cultura e nella tecnologia che stanno esercitando un’enorme influenza su ciò che sta accadendo a livello locale».
Il fatto però, come dice la stessa CCJ, che un calo così drastico non si era mai verificato e bisogna risalire a inizio secolo scorso per trovare un tasso di omicidi equivalente, suggerisce piuttosto che siamo di fronte all’effetto di qualcosa di contingente, a drastiche e molto ben riuscite misure prese proprio nel 2025. «Le acrobazie mediatiche non possono nascondere la realtà che questa amministrazione ha riportato la legge e l'ordine, e gli americani sono più sicuri grazie a questo», ha scritto in un post su X il direttore dell’FBI, Kash Patel. Quest’ultimo ha anche fatto riferimento alle statistiche di quello che ha definito «l'anno storico dell’FBI», che attribuiscono all'agenzia il merito di aver smantellato 1.800 gang, sequestrato oltre 2.000 chilogrammi di fentanyl e aumentato del 100% gli arresti per crimini violenti nel 2025.




