La strage di Crans-Montana non è ancora finita: un ragazzo svizzero di 18 anni, rimasto gravemente ferito nel rogo del bar Le Constellation la notte di Capodanno, è morto il 31 gennaio all’ospedale di Zurigo dopo settimane di ricovero e cure intensive. Un lungo, atroce calvario. Una morte di cui ha dato conto con una nota il ministero pubblico Vallesano.
Con la morte del ragazzo, il bilancio dell’incendio sale a 41 vittime e 115 feriti. Numeri che raccontano una strage di adolescenti e giovani adulti, colpiti mentre festeggiavano l’arrivo del nuovo anno in una delle località più note delle Alpi svizzere. Molti dei feriti, diversi dei quali in condizioni gravissime, restano tuttora ricoverati in ospedali di cinque Paesi: Svizzera, Francia, Germania, Italia e Belgio.
Tra le vittime, di età compresa tra i 14 e i 39 anni, si contano 23 cittadini svizzeri e 18 stranieri, 6 dei quali italiani. Un dramma che ha sconvolto e toccato quasi tutta Europa.
La magistratura del cantone Vallese, pur tra ombre e sospetti, continua ad indagare su più fronti. I proprietari francesi del bar, Jacques e Jessica Moretti, sono sotto inchiesta per omicidio colposo, lesioni colpose e incendio colposo. Nel mirino anche due responsabili della sicurezza comunale, che avrebbero omesso per anni i controlli obbligatori.