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Perù, il presidente di sinistra che difende il sesso con i minori

di Maurizio Stefanini sabato 21 febbraio 2026

3' di lettura

La maledizione dei presidenti peruviani continua, e si colora di tinte Epsteiniane. Mercoledì il Congresso del Perù ha eletto a sorpresa come capo dello Stato a interim José María Balcázar: un 83enne che è il più anziano della storia del Paese; è anche il nono presidente del Perù negli ultimi 10 anni. Ha avuto 64 voti contro i 46 della centrista María del Carmen Alva, pur essendo di sinistra in un Congresso dominato da partiti di destra, ancorché frammentati e litigiosi. Il primo scandalo è stato in effetti sul risultato. Il voto è segreto, ma analisi della stampa hanno accertato che sicuramente due partiti di destra hanno votato per lui, mentre altri due si sono scambiati insulti accusandosi a vicenda di averlo sostenuto. Passate le prime 24 ore su questa buriana, anche la stampa internazionale si è accorta che Balcázar nel 2023 era stato l’unico deputato a votare contro una legge per vietare i matrimoni precoci, e per di più con motivazioni che suonano terrificanti.

«Dai 14 anni in poi, non dovrebbero esserci impedimenti; tutti hanno rapporti sessuali, insegnanti uomini con le alunne, insegnanti donne con gli alunni, e anche tra alunni. Va bene», ha dichiarato ai giornalisti. Come presidente della commissione istruzione del Congresso aveva pure detto che era comune per gli insegnanti avere rapporti sessuali con i loro studenti, affermando persino che tali rapporti potevano essere “benefici” per i minori.

Non solo questo, in realtà. Su di lui, che è avvocato, si sono accumulate nel corso degli anni almeno tredici denunce: per frode, truffa, furto d'identità, corruzione. In particolare, durante il suo mandato come preside dell'Ordine degli Avvocati di Lambayeque, tra il 2019 e il 2020, sono emerse accuse di irregolarità amministrative e uso improprio di fondi, che hanno portato alla sua espulsione definitiva dall'istituzione nel 2022. «Tutto archiviato», si difende. Ma le sue dichiarazioni del 2023 fecero in particolare infuriare il Ministero per le Donne, che lo accusò di giustificare «la violenza sessuale contro bambini e adolescenti in età scolare, una situazione dolorosa e spregevole che colpisce profondamente il loro benessere generale e i loro diritti fondamentali».

A questo punto già cresce la richiesta che anche lui venga rimosso, dopo che martedì il Congresso aveva destituito José Jerí dopo soli quattro mesi di mandato, a causa di uno scandalo riguardante incontri segreti con imprenditori cinesi. Nuove elezioni ci saranno comunque il 12 aprile, un eventuale ballottaggio è previsto per giugno, e il nuovo presidente si insedierebbe il 28 luglio. Dopo Fernando Belaunde Terry, tra 1980 e 1985 primo presidente del Perù del ritorno alla democrazia, cinque su sei mandatari eletti dal popolo sono finiti in carcere, e il sesto lo evitò suicidandosi mentre lo venivano ad arrestare: Alan García. Alberto Fujimori, morto nel settembre 2024 dopo essere stato indultato nel dicembre 2023, stava nello stesso carcere dove sono oggi detenuti Alejandro Toledo, Ollanta Humala e Pedro Castillo. Dopo la destituzione di Castillo era subentrata la vicepresidente Dina Boluarte, destituita il 10 ottobre, e sostituita da José Jerí come Presidente del Congresso.

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