"Cinquemila missili sotterranei": questo l'arsenale che avrebbero a disposizione i Pasdaran in Iran stando a quanto trapelato da un report segreto degli 007 italiani. "Hanno avuto anni di tempo per prepararsi e hanno creato tunnel dove nascondere missili e lanciatori. Fanno uscire un lanciatore, scagliano il missile, e immediatamente tornano sotto", hanno fatto sapere fonti di intelligence, come riporta La Stampa. Ovviamente Usa e Israele, che hanno dato il via all'attacco a Teheran la settimana scorsa, sanno che nel Paese degli ayatollah c'è un ampio ricorso ai tunnel sotterranei. E infatti i raid sembrano essere concentrati proprio lì, sui famosi tunnel.
Secondo fonti vicine ai servizi, l'Iran disporrebbe di almeno 3mila missili a medio-corto raggio e di 2mila a lungo raggio. Per la nostra intelligence, comunque, la strategia degli iraniani sarebbe piuttosto chiara: "Non sono in grado di reagire direttamente contro la potenza americana e israeliana. Rispondono colpo su colpo, ma indirettamente. Colpiscono i Paesi del Golfo e l’Arabia Saudita perché cercano di creare il caos. Cercano cioè di strangolare il commercio di petrolio, o quantomeno di portare i Paesi arabi all’esasperazione. L’obiettivo è che siano l’Arabia saudita, gli Emirati, il Qatar o il Kuwait a chiedere a Trump di finire la guerra". Inoltre, il fatto che a prendere il posto della guida suprema Ali Khamenei possa essere suo figlio, il secondogenito Mojtaba, è interpretato dagli 007 italiani come una presa del potere da parte dei Pasdaran.
Iran, pakistani infiltrati alla frontiera: tremano gli ayatollah
I Guardiani della Rivoluzione iraniana sono impegnati nella difesa della patria e non hanno risorse disponibili per repr...Infine, da considerare c'è la questione energetica, con lo Stretto di Hormuz ormai sotto assedio. A tal proposito il sottosegretario Alfredo Mantovano ha detto: "Voglio ricordare che abbiamo alle spalle altre crisi. Quattro anni fa, il 40% del nostro gas proveniva dalla Russia. Abbiamo azzerato quelle importazioni facendo affidamento su Algeria, Norvegia e Azerbajan, e senza che i riscaldamenti delle case degli italiani ne abbiano risentito. Ciò non è avvenuto per miracolo. Ogni crisi la si affronta per come si manifesta, avendo l’energia e, soprattutto, la volontà e la decisione di farlo".




