Due frasi celebri, in diverso modo e in diversi ambienti scaturite, mi son venute alla mente quando le news dell’alba mi hanno annunciato che si stava alacremente lavorando per un compromesso tra Iran, Usa e Israele. La prima è, ed era, aulica e così suona: «La follia, mio signore, del mondo si è impadronita» e la seconda, assai meno aulica, ma altrettanto tragica, così suona: «Via i pagliacci dal campo della lotta». La prima, attualissima e di immediata comprensione nei tempi di Trump è dello Shakespeare della “Dodicesima notte”; la seconda, meno nota e meno aulica, era di Togliatti, il quale si riferiva al Giannini dell’Uomo Qualunque e ai dilettanti che già allora, oggi governano solo i partiti, ma non ancora - come invece oggi - gli Stati, con pericoli immensi per la pace e la sicurezza non solo energetica... Decisiva è stata la mediazione pakistana, che così diminuisce il peso relativo nel prolungamento di potenza nelle trattative di tregua che via via veniva e viene assumendo l’India, il vero protagonista del cambiamento nel Grande Medio Oriente.
Sì, con il Patto di Abramo, se si raggiungerà l’accordo con la ripresa dei traffici, saranno queste le medie potenze che costruiranno l’anello di sicurezza e che medieranno tra l’Iran, le nazioni del Golfo e Israele, con la Turchia che si vedrà moderate le sue pulsioni neo-ottomane. Va considerato, poi, il peso del Vietnam, principe della strategia militare e nazione in grande slancio economico e destinata al ruolo di cerniera tra Golfo e Indo Pacifico, complicando il gioco di potenza in quell’area e rafforzando il fronte anti-cinese, come è tipico della millenaria storia vietnamita, sempre vittoriosa contro Pechino.
Il lamento degli orfani del caos
Nel cuore della notte di martedì è arrivata la delusione per la sinistra che puntava sul “Trump guer...Insomma, il sole sembra tornare a risplendere, tanto più se Trump tacerà e se inizierà a lavorare militarmente per porre finalmente in condizione di non nuocere gli Houthi, il gruppo armato yemenita sostenuto dall’Iran, che attacca le navi nel Mar Rosso, per sostenere Hamas nel conflitto a Gaza, colpendo i mercantili diretti o legati a Israele, Stati Uniti e Regno Unito. Dal gennaio 2024, gli Stati Uniti e il Regno Unito conducono attacchi aerei contro gli Houthi nello Yemen, per impedire i raids contro le navi mercantili in transito nello Stretto di Bab El-Mandeb, altrettanto importante se si vuole evitare di fare il giro da Capo Horn e, invece, percorrere Suez. Donald Trump ha accettato di sospendere per due settimane i bombardamenti sull’Iran, per ripristinare i flussi petroliferi attraverso lo Stretto di Hormuz. L’Iran dichiara ora che il passaggio sicuro avverrà attraverso la via marittima e sarà possibile durante quel periodo.
Non bisogna cantar vittoria, tuttavia. Il cessate il fuoco deve durare e i flussi energetici, attraverso lo Stretto di Hormuz, normalizzarsi e soprattutto la tregua non deve dar spazio all’Iran di risollevarsi dopo l’offensiva israelo-statunitense. Se i russi, ricordiamolo, non fossero giunti a Berlino al termine della Seconda Guerra Mondiale e non l’avessero invasa conquistandola casa per casa, Hitler e i suoi scherani sarebbero ancora vivi e il nazismo infesterebbe ancor oggi il mondo, più di quanto già non faccia. A questo bisogna pensare. Solo la guerra giusta pone le condizioni della pace vera e la guerra contro l’Iran ierocratico, sciita genocidiario, è una guerra giusta: questo bisogna con chiarezza dire, senza gli isterismi woke culture che confondono le deboli menti in ogni parte di un pazzo mondo.




