Le forze armate statunitensi resteranno "dentro e intorno all'Iran" fino alla piena applicazione del "vero accordo" negoziato dai due Paesi, "includendo navi, aerei, personale militare e ulteriori munizioni". Lo ha scritto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump sulla piattaforma sociale Truth. Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha aperto ai negoziati con il Libano. Trump si è detto "ottimista" su un accordo con Teheran. Prima nave non iraniana nello Stretto di Hormuz. Di seguito le principali notizie della giornata:
Esplosioni a Dubai
L'agenzia di stampa Sabrin, legata alle milizie filo-iraniane in Iraq, ha segnalato esplosioni a Dubai e attacchi di droni contro obiettivi americani negli Emirati Arabi Uniti.
Attaccato oleodotto East-West in Arabia Saudita: un morto
Un funzionario del Ministero saudita dell'Energia ha dichiarato all'agenzia di stampa statale che le attività operative sono state interrotte in diversi impianti energetici del Paese a causa dei recenti attacchi iraniani. Questi attacchi - afferma il funzionario governativo - hanno interessato anche una delle stazioni di pompaggio dell'oleodotto Est-Ovest, causando una perdita di circa 700.000 barili al giorno di trasporto. Gli attacchi hanno provocato un morto e il ferimento di sette cittadini sauditi che lavoravano per una compagnia energetica saudita. Anche lo stabilimento di produzione di Manifa è stato preso di mira, con una conseguente riduzione della sua capacità produttiva di circa 300.000 barili al giorno.
Meloni: “Soddisfazione per l'avvio dei negoziati diretti Israele-Libano”
La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, "accoglie con soddisfazione e sostiene con forza la notizia dell'avvio di negoziati diretti tra Israele e Libano, annunciato oggi dal Primo Ministro Netanyahu". Lo riferisce una nota di Palazzo Chigi. "Il Governo italiano - viene sottolineato -, che ha già condannato la decisione irresponsabile di Hezbollah di trascinare il Libano in questo conflitto, da tempo sostiene attivamente l'avvio di negoziati diretti tra le due Nazioni, nella convinzione che essi costituiscano l'unica strada per porre fine in modo duraturo alle ostilità tra Libano e Israele".
Islamabad: “Telefonata Sharif-Meloni, sostegno italiano alla mediazione del Pakistan”
Il primo Ministro pakistano Shehbaz Sharif oggi ha parlato al telefono con la premier italiana Giorgia Meloni, con cui ha discusso di diplomazia regionale e dei conflitti in corso in Medio Oriente. Lo riferisce una nota dell'ufficio del premier pakistano. Meloni - riporta la nota - ha elogiato il ruolo diplomatico del Pakistan nel facilitare il cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran e la ripresa del dialogo e si è congratulata con Sharif per l'organizzazione da parte di Islamabad dei prossimi negoziati di pace tra i due Paesi. Sharif ha ribadito l'impegno del Pakistan a promuovere la pace e la stabilità nella regione, accogliendo con favore la dichiarazione congiunta dei leader europei e internazionali, tra cui Meloni, a sostegno degli sforzi del Pakistan. I due leader hanno inoltre espresso seria preoccupazione per il protrarsi delle ostilità in Libano e hanno concordato sulla necessità di un'azione internazionale coordinata per prevenire un'ulteriore escalation.
Khamenei: “Vogliamo risarcimenti e nuova gestione di Hormuz”
L'Iran pretende risarcimenti per la guerra iniziata da Stati Uniti e Israele, e una nuova modalità di gestire lo stretto di Hormuz. A chiarirlo è stato l'ayatollah Mojtaba Khamenei, in un messaggio per il 40esimo giorno dall'uccisione del padre, Alì Khamenei. "Sicuramente pretenderemo il risarcimento per ciascuno dei danni subiti e il risarcimento per il sangue dei martiri e il compenso per le ferite dei veterani di questa guerra", ha scritto. "E sicuramente porteremo la gestione dello Stretto di Hormuz a una nuova fase", ha spiegato.
Khamenei: “Non rinunciamo ai diritti. Fronte con Libano”
L'Iran non intende rinunciare ai propri diritti nei negoziati con gli Stati Uniti. Ad assicurarlo è stato l'ayatollah Mojtaba Khameni, in un messaggio per il 40esimo giorno dall'uccisione del padre, Alì Khamenei. "Non abbiamo cercato e non cerchiamo una guerra, ma in nessun modo rinunceremo ai nostri diritti legittimi", ha detto. In questo senso, "consideriamo tutto il fronte della resistenza in modo unitario", ha aggiunto in riferimento al Libano.
La prima petroliera non iraniana passa da Hormuz dopo la tregua
La petroliera 'Msg', battente bandiera gabonese, è stata prima nave non iraniana ad attraversare lo Stretto di Hormuz e a lasciare il Golfo Persico da quando è entrata in vigore la tregua di due settimane concordata da Stati Uniti e Iran. Lo ha reso noto il sito web MarineTraffic analizzando i dati di tracciamento. La nave, che trasportava 6.941 tonnellate di olio combustibile in 44mila barili ed era stata caricata il 28 febbraio a Sharjah, negli Emirati Arabi Uniti, era diretta in India. Dall'entrata in vigore del cessate il fuoco martedì sera, altre due petroliere iraniane e sei navi portarinfuse hanno attraversato lo Stretto.
Trump: “Molto ottimista su un accordo con l'Iran a portata di mano”
Donald Trump è "molto ottimista" sulla possibilità che un accordo di pace con l'Iran sia a portata di mano. Lo ha detto il presidente in un'intervista a Nbc, sottolineando che i leader iraniani parlano diversamente quando sono nelle riunioni rispetto a quando parlano con la stampa. "Sono molto più ragionevoli. Si sono detti d'accordo su tutte le cose su cui dovevano essere d'accordo. Ricordatevi, sono stati conquistati", ha sottolineato.
Tajani: “Nei prossimi giorni sarò a Beirut, sosteniamo la stabilità del Libano”
"L'Italia è pronta a fare la sua parte per la stabilità del Libano. Nel Paese sono presenti soldati italiani non solo in missioni congiunte, ma anche in missioni bilaterali per aiutare le forze armate libanesi". Stiamo lavorando per organizzare nei prossimi giorni il mio viaggio a Beirut per parlare con il presidente" Aoun "e inviare un messaggio chiaro dall'Italia per la stabilità di questo importante Paese". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani in conferenza stampa dopo la riunione ministeriale informale del Med9 a Spalato.
Rutte: “Su Hormuz la Nato presente se sarà d'aiuto”
Se la Nato potrà aiutare a garantire la sicurezza nello Stretto di Hormuz, "ovviamente sarà presente, non c'è alcun motivo per cui non possa essere utile. Naturalmente, lo faremo se sarà d'aiuto". Lo ha dichiarato il segretario generale della Nato, Mark Rutte, in una discussione al Ronald Reagan Institute, a Washington. Secondo Rutte, è necessario procedere "passo dopo passo, ma con rapidità": "il passo che si sta compiendo ora è che questa coalizione di 35 Paesi, che si sono riuniti a livello militare lo scorso martedì, inizi a fare una pianificazione dettagliata su quale potrebbe essere questa missione", ha affermato il Segretario generale.
Media: “I negoziati tra Israele e Libano iniziano la settimana prossima negli Usa”
I negoziati diretti fra Israele e il Libano inizieranno la prossima settimana e il primo incontro si terrà al Dipartimento di Stato a Washington. Lo riporta Axios citando una fonte israeliana, secondo la quale gli Stati Uniti saranno guidati dall'ambasciatore americano in Libano Michel Issa. Israele sarà invece rappresentata dal suo ambasciatore negli Stati Uniti Yechiel Leiter, mentre il Libano dal suo ambasciatore a Washington Nada Hamadeh-Moawad.
Netanyahu: “Ordinato di avviare al più presto negoziati diretti con il Libano”
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato di aver dato istruzioni affinché Israele avvii colloqui di pace con il Libano che includano anche il disarmo di Hezbollah. “Alla luce delle ripetute richieste del Libano di avviare negoziati diretti con Israele, ieri ho dato istruzioni al gabinetto di avviare negoziati diretti con il Libano il prima possibile”, ha dichiarato Netanyahu in un comunicato. “I negoziati si concentreranno sul disarmo di Hezbollah e sull'instaurazione di relazioni pacifiche tra Israele e il Libano”.
Media: “Trump ha chiesto a Netanyahu di ridurre gli attacchi in Libano”
Donald Trump ha chiesto al premier israeliano Benjamin Netanyahu di ridurre l'intensità degli attacchi israeliani in Libano al fine di contribuire a garantire il successo dei negoziati con l'Iran. Lo riferisce Nbc citando un funzionario dell'amministrazione Trump. Israele ha accettato di "essere un partner collaborativo", ha messo in evidenza.
Trump valuta punizioni contro Paesi membri contrari a guerra in Iran
La Casa Bianca sta pensando di punire alcuni Paesi membri della Nato che, secondo il presidente Trump, non hanno fornito un sostegno adeguato agli Stati Uniti e a Israele durante la guerra contro l'Iran. Lo riporta il Wall Street Journal, citando fonti dell'amministrazione. La proposta prevederebbe il ritiro delle truppe Usa dai Paesi membri dell'Alleanza ritenuti poco collaborativi nello sforzo bellico contro l'Iran, per poi ridislocarle in nazioni che hanno dimostrato un maggiore sostegno.
Netanyahu, colpiremo Hezbollah dovunque sia necessario
Il Primo Ministro Benjamin Netanyahu ha dichiarato che Israele continuerà a colpire Hezbollah, sostenuto dall'Iran, "ovunque sia necessario", il giorno dopo i sanguinosi raid israeliani che hanno colpito il Libano. "Continueremo a colpire Hezbollah con forza, precisione e determinazione", ha affermato Netanyahu sul suo account personale X. "Il nostro messaggio e' chiaro: chiunque agisca contro i civili israeliani verra' colpito. Continueremo a colpire Hezbollah ovunque sia necessario, finche' non avremo ripristinato completamente la sicurezza per gli abitanti del nord" di Israele, ha aggiunto. Nel frattempo, l'esercito israeliano ha dichiarato di continuare le operazioni di terra nel Libano meridionale, dove le truppe combattono Hezbollah e mantengono posizioni dall'inizio di marzo.
Pakistan condanna "aggressione Israele"
Il Pakistan ha "condannato con forza" gli attacchi israeliani in Libano, che proseguono nonostante l'accordo di tregua in vigore da quasi due giorni. E' stato il primo ministro Muhammad Shehbaz Sharif, mediatore dell'intesa tra Sttai Uniti e Iran, a puntare il dito contro Israele, in un comunicato diramato dopo aver sentito al telefono il premier libanese, Nawaf Salam. Sharif, si legge nella nota, "ha condannato con forza l'aggressione in corso di Israele contro il Libano e ha espresso le proprie condoglianze per la perdita di migliaia di vite umane in queste ostilita'". Il Pakistan ha assicurato, "e' impegnato in sinceri sforzi per la pace nella regione ed e' in questo spirito che si stanno svolgendo i colloqui di pace tra l'Iran e gli Stati Uniti". Dal canto suo, nel "ringraziare" Sharif per i suoi sforzi di pace, Salam "ha chiesto il sostegno del Pakistan per porre immediatamente fine agli attacchi contro il Libano e il suo popolo".
Ghalibaf, senza senso negoziati dopo violazioni tregua
Il presidente del parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha ammonito che trattare con gli attacchi israeliani ancora in corso in Libano non ha senso. "I negoziati non hanno senso dopo le violazioni del cessate il fuoco", ha detto a quanto riporta l'agenzia Tasnim.
Tass: l'Iran consentirà il transito a non più di 15 navi al giorno
L'Iran consentirà il transito nello Stretto di Hormuz a non più di 15 navi al giorno, in base all'accordo di cessate il fuoco. Lo ha riferito alla Tass una fonte di alto livello di Teheran. "Il traffico dipende strettamente dal consenso dell'IRAN e dal rispetto di un protocollo specifico. Questo nuovo quadro normativo, attuato sotto la supervisione del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica, è stato ufficialmente comunicato alle parti nella regione - ha spiegato la fonte - Non ci sarà un ritorno allo status quo precedente alla guerra".
Trump e la ripresa delle ostilità - Donald Trump ha definito il rispetto dell'intesa per un cessate il fuoco di due settimane "altamente probabile", ma ha avvertito che, in caso contrario, le ostilità riprenderebbero con un'intensità "più grande, migliore e più forte di quanto si sia mai visto". Il presidente ha ribadito che l'obiettivo resta impedire all'Iran di dotarsi di armi nucleari e garantire la sicurezza dello Stretto di Hormuz, che "resterà aperto e sicuro".
Hezbollah, "razzi su un kibbutz in risposta alla violazione di Israele della tregua" - Il gruppo libanese Hezbollah ha dichiarato giovedì di aver lanciato razzi contro Israele in risposta alla "violazione" della tregua tra Stati Uniti e Iran, riporta Afp. La dichiarazione è giunta un giorno dopo che Hezbollah aveva affermato di avere il "diritto" di rispondere a una serie di attacchi israeliani che hanno colpito il Libano. "In risposta alla violazione dell'accordo di cessate il fuoco da parte del nemico", Hezbollah ha preso di mira il kibbutz israeliano di Manara, vicino al confine con il Libano, "con un lancio di razzi" nelle prime ore di giovedì, si legge in un comunicato di Hezbollah.
Onu, "attacchi israeliani in Libano grave pericolo per la pace" - Gli attacchi israeliani contro il Libano rappresentano un "grave pericolo" per il cessate il fuoco di due settimane tra Stati Uniti e Iran, ha avvertito il portavoce del Segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres, come riporta Afp. "La prosecuzione dell'attività militare in Libano rappresenta un grave pericolo per il cessate il fuoco e per gli sforzi volti a una pace duratura e globale nella regione", ha affermato il portavoce in una dichiarazione, ribadendo l'appello per la cessazione immediata delle ostilità. Gli attacchi israeliani contro il Libano di mercoledì hanno causato la morte di 182 persone.
Macron condanna i bombardamenti israeliani "indiscriminati" - Il presidente francese Emmanuel Macron ha condannato le ultime ondate di attacchi aerei israeliani contro il Libano, definendoli "indiscriminati" e denunciandone l'elevato numero di vittime civili. In un messaggio pubblicato ieri sera sulla piattaforma sociale X, Macron ha riferito di aver parlato con il presidente libanese Joseph Aoun e con il primo ministro Nawaf Salam, esprimendo "la piena solidarietà della Francia". Secondo le autorità libanesi, Israele ha colpito oltre 100 obiettivi nel Paese nell'arco di circa dieci minuti, in una delle operazioni più ampie dall'inizio della recente offensiva nel Paese. Gli attacchi mettono sotto pressione il cessate il fuoco di due settimane tra Stati Uniti e Iran, entrato in vigore martedì ma già apparso fragile nel primo giorno completo di applicazione.
I Pasdaran: 2 rotte alternative per evitare le mine a Hormuz - La Marina dei Guardiani della Rivoluzione iraniani (Pasdaran) ha annunciato che le navi in transito nello Stretto di Hormuz devono seguire due rotte alternative, vicine alle coste iraniane, a causa della possibilità della presenza di "mine" lungo la rotta abituale più al largo. "Al fine di proteggersi da possibili collisioni con mine, in coordinamento con la Marina dei Guardiani della Rivoluzione (....), fino a nuovo ordine, (le navi) dovranno seguire rotte alternative per il traffico nello Stretto di Hormuz", ha riferito l'agenzia di stampa Mehr citando un comunicato accompagnato da una mappa marittima che mostra le rotte a sud e a nord dell'isola di Larak.
Funzionario Iran: "Puniremo Israele per i suoi crimini" - Un alto funzionario iraniano ha dichiarato ad Al Jazeera che Teheran "punirà Israele in risposta al crimine commesso in Libano e alla violazione dei termini del cessate il fuoco". "Il cessate il fuoco include l'intera regione, e Israele è noto per non rispettare le promesse e si lascerà dissuadere solo dalle pallottole", ha dichiarato il funzionario.
Hormuz di nuovo chiuso, per Pasdaran tregua violata da Israele - Lo stretto di Hormuz è di nuovo chiuso e il traffico marittimo interrotto. E' quanto riferisce la Cnn citando le Guardie della rivoluzione iraniane che avrebbero deciso lo stop dopo l'attacco di Israele in Libano ritenuto una violazione del cessate il fuoco. Secondo i dati della piattaforma di monitoraggio MarineTraffic, al momento non risultano navi in transito nello stretto. Il blocco arriva dopo segnali di graduale ripresa del traffico in seguito all'entrata in vigore di un accordo di cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran. Teheran ha accusato Israele di aver infranto la tregua con il nuovo attacco in Libano. La Casa Bianca ha però precisato che il Libano non rientra nell'accordo tra Washington e Teheran. Secondo la Cnn, i pasdaran hanno riferito che nelle prime ore della giornata di ieri due petroliere hanno attraversato lo stretto, insieme a una nave cisterna della flotta cinese. Successivamente, però, non si sarebbero registrati altri passaggi. Un'altra nave, che avrebbe dovuto transitare intorno alle 22, avrebbe cambiato rotta nei pressi dello stretto invertendo la navigazione e rientrando nel Golfo Persico.




