Pressioni, caos e perfino buoni spesa ai seggi in Ungheria, dove si sta votando per l'elezione del nuovo governo. A urne aperte, però, non si placano le accuse e controaccuse di brogli. Dal fronte governativo, il consigliere del premier Viktor Orban ha parlato di una "ondata di segnalazioni" contro i rivali di Tisza di Péter Magyar di tentativi di compravendita di voti, intimidazioni e comportamenti aggressivi nei seggi. "Emergono casi di pressioni sui dipendenti, scene caotiche ai seggi e incidenti volti a influenzare gli elettori, persino con l'uso di droni e minacce", ha denunciato il consigliere, parlando di operazioni legate a interessi "sostenuti da Bruxelles e Kiev" e invitando a lasciare che "siano gli ungheresi a decidere liberamente".
Segnalazioni di segno contrario, però, sono arrivate anche dal lato opposto. Il deputato indipendente Ákos Hadházy ha riferito di un caso a Vác, dove una persona sarebbe stata inserita a sua insaputa nelle liste delle minoranze nazionali, perdendo così il diritto di voto per la lista nazionale e potendo esprimere solo quello per il candidato individuale. Altre accuse riguardano presunti tentativi di compravendita di voti a favore di Fidesz.
Ungheria, "intimidazioni a urne aperte": la prova del gioco sporco contro Viktor Orban?
Gioco sporco contro Viktor Orban? Un sospetto di cui ha dato conto il presidente ungherese in prima persona, nei giorni ...Intanto Orban ha lanciato un appello al voto direttamente dai suoi social: "Stanno votando in moltissimi e la posta in gioco è enorme: oggi la pace e la sicurezza dell'Ungheria possono dipendere anche da un solo voto. Se manchiamo questo appuntamento, ci minaccia il pericolo della guerra; se sbagliamo, la sicurezza economica delle famiglie ungheresi sarà messa in pericolo - ha detto in un video caricato sulla sua pagina Facebook ufficiale -. Questa è una decisione che domani non si potrà più annullare. Oggi dobbiamo difendere l'Ungheria! Oggi nessun patriota può restare a casa!".




