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Iran, prima il buio poi l'attacco alle isole: si scatena l'inferno

di Maurizio Stefaninilunedì 13 aprile 2026
Iran, prima il buio poi l'attacco alle isole: si scatena l'inferno

3' di lettura

Che succederà quando il 21 aprile scade la tregua tra Stati Uniti e Iran, dal momento che i negoziati in Pakistan sono falliti? Per il momento, Trump fa due ipotesi e gli iraniani una terza, ma è evidente che il ventaglio delle possibili opzioni potrebbe essere anche più ampio. Innanzitutto, il presidente Usa ha annunciato su Truth il blocco «con effetto immediato» di tutte le navi da e per lo stretto di Hormuz. «Ho ordinato alla nostra Marina di individuare e intercettare ogni imbarcazione nelle acque internazionali che abbia versato un pedaggio all'Iran. Nessuno che paghi un pedaggio illegale avrà libero transito in mare». «Inizieremo a distruggere le mine posate dagli iraniani nello Stretto», ha anche scritto il tycoon.

Poi, un’intervista a Fox News ha anche informato che «la Gran Bretagna e un paio di altri Paesi stanno inviando dei dragamine» nello stretto di Hormuz, per aiutare nell’opera. «Qualsiasi iraniano apra il fuoco contro di noi o contro navi pacifiche verrà SPEDITO ALL'INFERNO!», ha pure scritto Trump su Truth. «L’Iran sa, meglio di chiunque altro, come PORRE FINE a questa situazione che ha già devastato il Paese. La loro Marina è andata, la loro Aviazione è andata, i loro sistemi antiaerei e radar sono inutili, l’Iran e ciò che resta dei loro “leader” sono morti, tutto a causa della loro ambizione nucleare. Il blocco inizierà a breve. Altri Paesi saranno coinvolti in questo blocco. All’Iran non sarà permesso di trarre profitto da questo atto illegale di ESTORSIONE. Vogliono soldi e, cosa più importante, vogliono il nucleare».

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Ma Trump ha anche rinnovato la minaccia di colpire e distruggere le centrali elettriche iraniane e altre infrastrutture energetiche civili se non verrà raggiunto un accordo. «Potrei eliminare l’Iran in un solo giorno», ha detto il presidente americano al programma di Fox News «Sunto di Ultimate gg. Secondo una lisi del New York Times, però, la ripresa dei raid nei prossimi giorni «non è una scelta particolarmente percorribile politicamente per il Presidente americano, cosa che gli iraniani sanno bene». Il fallimento dei negoziati di Islamabad, sottolinea il quotidiano americano, «lascia l'Amministrazione Trump di fronte a diverse opzioni non gradite: un lungo negoziato con Teheran sul futuro del suo programma nucleare o la ripresa della guerra che ha già creato la maggior distruzione delle forniture energetiche dei tempi moderni e la prospettiva di un lungo scontro su chi controlla lo Stretto di Horgp sotterraneo dove potrebbe continuare ad arricchire l’uranio».

Il regime di Teheran, però, sembra aspettarsi piuttosto uno sbarco e un attacco di terra. I media statali iraniani hanno infatti affermato che il Paese ha schierato forze speciali della Marina lungo la sua costa meridionale, segnalando i preparativi per una potenziale invasione terrestre da parte delle forze statunitensi, dopo il fallimento dei colloqui di pace in Pakistan. Lo riferisce il Wall Street Journal, secondo cui l'agenzia di stampa statale iraniana Student News Network ha pubblicato immagini di soldati in mimetica schierati vicino a una costa sabbiosa per «contrastare qualsiasi possibile infiltrazione nemica nel territorio del Paese».
Washington ha ordinato l'invio di migliaia di marines e paracadutisti in Medio Oriente, con ulteriori dispiegamenti previsti dopo l'inizio del cessate il fuoco di due settimane con l’Iran.

Sebbene Trump non abbia dichiarato di voler inviare truppe di terra, questi dispiegamenti darebbero agli Stati Uniti maggiori opzioni per assalti o incursioni terrestri e hanno innescato i preparativi in Iran, che nelle ultime settimane ha rafforzato le difese aeree, posizionato mine e allestito bunker sulle isole lungo la sua costa. Per la precisione, l’Iran ha sfruttato cinque isole situate nello stretto per garantire la propria difesa militare. Queste isole sono Tunb Minor, Tunb Major, Abu Musa, Larak e Qeshm, che svolgono diverse funzioni tattiche per difendere Hormuz da un potenziale attacco ordinato da Trump.

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