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Ursula von der Leyen snobbata dal ministro ugandese? Se fai la bella statuina...

Simona Bertuzzi
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La diplomazia usa codici strani. Ma non si può imputare a diplomazia l'indifferenza con cui il ministro degli esteri ugandese Odongo Jeje ha trattato la presidente della Commissione Ue al vertice europeo sull'unione africana salutando Emmanuel Macron e poi Charles Michel (presidente del consiglio Europeo) e ignorando bellamente Ursula von der Leyen. Trattasi di maleducazione conclamata. Il punto però, in questi tempi anomali in cui ogni occasione è buona per gridare al sessismo (non a caso è intervenuta subito la Boldrini), non è misurare la goffaggine retrograda di un personaggio evidentemente abituato a trattare le donne come paraventi, e ci scusino i lettori se ricordiamo che è musulmano e viene dall'Uganda dunque non da un paese esattamente illuminato in termini di diritti fondamentali nonostante le donne siano il fulcro della famiglia e il presidente Museveni abbia da poco nominato 10 ministre. 

 

Ma trovare una sola ragione plausibile per la paralisi che ha colpito von der Leyen impedendole di sfanculare il teatrino maschilista e mandare all'aria il cerimoniale. La presidentessa è rimasta impietrita nel suo angolo di mestizia abbozzando un sorriso pallido e stringendosi nella sua giacchetta rossa al punto che la capigliatura impomatata è stato l'unico elemento degno di nota della giornata. Qualcuno potrebbe dire che ci ha fatto il callo. 

 

All'incontro con il presidente turco Erdogan, nell'aprile scorso, le fu tolta la sedia e lei abbozzò un sorriso ritagliandosi un posticino sul divano. Ma almeno in quell'occasione (ed era la temibile Turchia sul banco degli imputati) ebbe la forza di diramare alle agenzie un post risentito: trattata così perché sono una donna. Nel caso di Odongo Jeje nulla. Evidentemente la signora ha un grande aplomb, lo riconosciamo, ma l'esperienza del mondo e dei giochi diplomatici non bastano a giustificare tutto. Una reazione piccata - osiamo dire un incidente diplomatico - sarebbe stata auspicabile per tre ragioni: 1) Avrebbe schiaffeggiato la maleducazione di un signore che nulla ha da insegnare all'occidente. 2) Avrebbe replicato a una cultura musulmana che considera le donne tendenzialmente sottomesse. 

3) Infine avrebbe affermato il ruolo indiscusso dell'Europa e della presidente della commissione Ue. Von der Leyen ha preferito tacere e il risultato per chi non mastica di politica internazionale e nella fattispecie è anche donna è che un ministro dell'Uganda - paese dell'Africa che forse deve molto all'Occidente - possa permettersi di calpestare i vertici dell'Europa e chili rappresenta (sia donna o uomo fa poca differenza) senza che nessuno punisca l'affronto. A proposito di reazioni, onore a Macron che almeno ha tentato di riportare Odongo sulla via del buon senso ricordandogli colei che stava ignorando. E delusione per Michel che si è guardato attorno ed è sprofondato in un silenzio imbarazzante.

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