(Adnkronos) - Il giro di contraffazione di bovini meticci fatti diventare magicamente chianina, scoperto dai carabinieri guidati dal sostituto procuratore Massimo Casucci, era invece molto ingente: mi hanno iscritto nel registro degli indagati 65 persone, tra allevatori, autotrasportatori e veterinari compiacenti che redigevano certificazioni false per attestare la provenienza chianina della carne. Molto spesso invece, hanno spiegato i militari, i capi arrivavano dalla Sardegna, dalla Puglia, dal Lazio o dalla Basilicata e attraverso delle contraffazioni venivano fatti risultare come nati in Umbria o Toscana, regioni in cui essendoci stati meno focolai di infezioni tra i bovini, il commercio è soggetto a procedure meno rigide. L'indagine, chiamata 'Lio' è iniziata dopo che in quattro allevamenti umbri si erano sviluppati altrettanti focolai di infezione. Da lì i militari scoprirono a catena una vastissima organizzazione che spacciava per carne chianina, capi che non lo erano, per guadagni da capogiro, basti pensare che un bovino adulto chianino costa quasi tre volte un meticcio.



