Roma, 11 giu. - (Adnkronos) - Al livello provinciale sui rifiuti non si ferma l'escalation della provincia di Roma, che passa a 229 infrazioni accertate, rispetto alle 169 dello scorso anno. Numeri , questi, che la collocano al secondo posto nazionale per infrazioni accertate nel ciclo dei rifiuti, preceduta solo dalla provincia di Napoli con 538 infrazioni secondo i dati forniti dal Rapporto Ecomafia 2014. Non va meglio nel cemento: anche le mafie hanno fatto di Roma la loro capitale. Al 7 gennaio 2013, secondo i dati dell'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, sono 505 i beni immobili e 140 le aziende di proprietà di boss presenti sul territorio laziale. Le mafie investono e riciclano denaro sporco dove il mattone vale di più, ovvero nella Capitale. Preoccupa anche il dato della Provincia di Latina, dove i reati ambientali aumentano più del doppio rispetto allo scorso anno, passando a 91 rispetto ai 42 del 2012, così come altrettanto preoccupante è l' escalation delle illegalità nella provincia di Frosinone, che si colloca al secondo posto su scala Regionale con 37 infrazioni , rispetto alle 22 del 2012. Le varie organizzazioni mafiose infatti si sono da tempo insediate e radicate anche nel sud pontino. A volte attraverso investimenti edili di grande rilevanza, in altri casi con la complicità di una parte della politica locale, in altri ancora invece eleggendo il territorio a luogo privilegiato in cui rifugiarsi.



