Torino, 12 giu. - (Adnkronos) - Utilizzare il telefonino ad una distanza di 30 centimetri, impiegando auricolari o vivavoce, consente di ridurre tra l'80 e il 90% l'intensita' dell'esposizione a onde elettromagnetiche. Lo rileva un'indagine sperimentale condotta dall'Arpa Piemonte nell'ambito di un progetto promosso e finanziato dal Corecom (Comitato regionale per le comunicazioni), durata 18 mesi su sei tipi di telefono, da cui emerge non solo che la potenza emessa dal telefonino aumenta al diminuire del segnale ricevuto ma che a fare la differenza e' anche la tecnologia, con quella 3G, per esempio, secondo l'indagine, si ha una riduzione notevole della potenza emessa dal telefonino Le informazioni ricavate dallo studio sono state utilizzate per sviluppare una app gratuita in grado di fornire informazioni all'utente sul tempo trascorso al telefono, considerando l'utilizzo di auricolari o vivavoce che riducono l'esposizione, e sui livelli di esposizione subita suddivisi in tre classi, alta, media e bassa. L'indagine ha poi rilevato che il numero di stazioni radio per la telefonia mobile, in Piemonte, è salito dalle 509 del 2000 alle 8.299 di quest'anno. "L'uso smodato del cellulare è pericoloso - ha sottolineato Giovanni d'Amore, responsabile del dipartimento tematico radiazioni di Arpa Piemonte - soprattutto per i bambini perché l'assorbimento delle onde elettromagnetiche della testa di un dodicenne è superiore del 153%". "Le conoscenze scientifiche oggi non consentono di escludere l'esistenza di causalità tra l'esposizione a radio frequenze e le patologie tumorali (soprattutto al cervello) quando si fa un uso molto intenso del telefono cellulare. Va quindi applicato, soprattutto per quanto riguarda i bambini, il principio di precauzione, che significa anche l'educazione a un utilizzo non indiscriminato, ma appropriato, quindi limitato alle situazioni di vera necessità", ha aggiunto Cristiana Ivaldi del dipartimento epidemiologia e salute ambientale di Arpa Piemonte.



