(Adnkronos) - L'attività ha avuto origine a seguito dell'esecuzione di sei verifiche fiscali svolte dai militari della Compagnia stabiese che hanno consentito di appurare, dal 2007 al 2010, un'evasione alle imposte dirette e indirette. Si tratta di ricavi non dichiarati e costi indetraibili, per oltre 181 milioni di euro; imposta sul valore aggiunto dovuta e Iva non versata all'Erario per complessivi 24,5 milioni di euro; utilizzo di fatture per operazioni inesistenti per oltre 67 milioni di euro; emissione di fatture per operazioni inesistenti per quasi 92 milioni di euro. I responsabili avevano costituito svariate società, tutte attive nello stesso campo della commercializzazione degli animali vivi e delle carni macellate, che, di fatto, erano delle scatole vuote, ossia delle mere cartiere, ognuna delle quali aveva una specifica funzione all'interno della filiera commerciale. In particolare, il provvedimento di sequestro ha colpito Annalisa Amodio di 41 anni di Sant'Antonio Abate, Anna Ida Abagnale di 38 anni di Sant'Antonio Abate, Giuseppe Innacco di 40 anni di Napoli e Alfredo De Giovanni di 41 anni di San Giuseppe Vesuviano. Le indagini, che hanno consentito di ricostruire l'ingente patrimonio, hanno permesso ai finanzieri di sequestrare l'intero opificio industriale Cencarn Sud San Pasquale, per un valore complessivo di circa 5 milioni di euro, e quote societarie della Centro Alimentare Abagnale srl, BeDe srl", "Import Export Carni srl" e "Società Meridionale Carni srl" per un valore complessivo pari a oltre 450mila euro.



