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Perugia: prospettive per cure leucemia da ricercatori ospedale (2)

domenica 22 giugno 2014
Perugia: prospettive per cure leucemia da ricercatori ospedale (2)

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(Adnkronos) - Il progetto è stato finanziato dall' associazione italiana per la ricerca sul cancro (AIRC). Dopo aver scoperto nel 2011 che la leucemia a cellule capellute è causata dalla mutazione di un gene chiamato BRAF (lo stesso che è mutato nel melanoma), il gruppo di ricercatori di Perugia coordinati dal professor Falini ha ora messo a segno un altro importante risultato riuscendo a dimostrare l' efficacia del Vemurafenib, un inibitore specifico del gene BRAF mutato, nella terapia di pazienti con leucemia a cellule capellute che non rispondono a terapie classiche. I dati sono stati presentati all' EHA dal dottor Enrico Tiacci, uno dei giovani ricercatori che opera a stretto contatto con il l professor Falini. Lo studio è stato condotto su 28 pazienti con leucemia a cellule capellute non più responsivi a chemioterapia convenzionale. Più del 90% dei pazienti ha dimostrato una risposta clinica significativa al Vemurafenib e in più di un terzo di essi si è ottenuta una remissione completa. Un risultato eccezionale- sottolinea Falini- specialmente se si considera che la maggior parte dei pazienti che sono entrati nello studio avevano in precedenza ricevuto varie linee di terapia senza risultato. E' pertanto verosimile che il Vemurafenib (ed tri inibitori di BRAF mutato) possano rappresentare a breve una nuova opzione rapeutica per i pazienti con leucemia a cellule capellute resistenti alle terapie convenzionali . Di solito la risposta al trattamento è abbastanza rapida e si osserva nel giro di 2-4 mesi".