Palermo, 16 giu. (Adnkronos) - Alcuni sono sdraiati sui letti. Altri sono riuniti in piccoli gruppi davanti l'ingresso della struttura. Altri ancora sono seduti per terra, uno accanto all'altro, come erano sul ponte della nave della marina militare Etna quando, ieri mattina, sono arrivati al porto di Palermo. Nell'ex scuola di Villaggio Ruffini, a Palermo, dovrebbero essere 170 i migranti accolti e assistiti dalla Caritas. Un conto preciso però è piuttosto difficile dato che nessuno li obbliga a firmare i fogli forniti dai volontari e in alcuni casi loro preferiscono sottrarsi all'identificazione. Qui sono tutti uomini, la maggior parte ragazzi. Molti sembrano minorenni, ma quando li si avvicina per chiedergli quanti anni hanno rispondono 'Eighteen', diciotto, senza esitazioni. Hanno mangiato, hanno dormito, hanno finalmente potuto fare una doccia, indossare vestiti puliti e lavare come potevano quelli che avevano indosso da quando hanno iniziato il loro viaggio della speranza. Hanno lo sguardo perso nel vuoto, si guardano intorno e non hanno molta voglia di parlare. "Sono diffidenti - spiega all'Adnkronos uno dei volontari della Caritas con loro sin da ieri - anche con noi parlano poco e di solito lo fanno solo dopo qualche giorno che sono qui e cominciano a conoscerci". (segue)



