L'Aquila, 16 giu. - (Adnkronos) - La Corte d'Appello dell'Aquila è tornata ad occuparsi del crollo del Convitto nazionale dell'Aquila avvenuto la notte del terremoto del 6 aprile 2009. Questo filone del maxi processo è relativo alla morte di tre minorenni, Luigi Cellini, 15 anni, di Trasacco (L'Aquila) e due giovani della Repubblica Ceca, Ondreiy Nouzovsky, (17) e Marta Zelena (16), mentre altri due rimasero feriti ed ha confermato la condanna già formulata in primo grado a 4 anni di reclusione nei confronti del preside del Convitto Livio Bearzi, e, riformando invece la sentenza di primo grado, ha condannato anche il dirigente della Provincia dell'Aquila, proprietaria dell'immobile, Vincenzo Mazzotta, che il 27 dicembre 2012 era stato assolto dal Tribunale, a 2 anni e 6 mesi di reclusione. Le accuse, per entrambi, erano di concorso in omicidio colposo plurimo e lesioni colpose. Nel processo di fronte al giudice monocratico Giuseppe Grieco, i pm Fabio Picuti e Roberta D'Avolio avevano chiesto la condanna a quattro anni di reclusione per entrambi gli imputati. I giudici d'appello hanno inoltre condannato i responsabili civili del Convitto e il ministero dell'Istruzione al risarcimento dei danni da liquidarsi in separata sede. Fra le altre contestazioni formulate anche la mancanza di un piano di evacuazione per un edificio ed un piano per la sicurezza.



