L'Aquila, 17 giu. (Adnkronos) - "Metodi non corretti" e "pressioni continue e costanti" per far modificare la normativa per la ricostruzione delle chiese a L'Aquila. È quanto è emerso nel corso dell'inchiesta che ha portato oggi a cinque arresti nel capoluogo abbruzzese. Come ha sottolineato il sostituto procuratore Antonietta Picardi, nel corso della conferenza stampa sull'operazione, "non esiste un sistema L'Aquila" ma dalle indagini sono emersi "metodi non corretti". "Ad esempio - ha spiegato - ci sono chiese che hanno canoniche che vengono considerate case private". Il tentativo emerso è quello di fare in modo che la chiesa venga considerata, ai fini della ricostruzione, "una pertinenza". "Ma ciò non è permesso dalla legge e il Comune ha sempre detto che non avrebbe mai dato il suo appoggio a una modifica del dpcm", ha sottolineato. Dalle indagini, ha aggiunto Picardi, è emerso anche un "tentativo di modifica del dpcm per i beni ecclesiastici, chiedendo la modifica alla presidenza del consiglio dei ministri. Ma la modifica non è avvenuta - ha sottolineato il sostituto procuratore - Comune e governo sono riusciti ad andare dritti e a non fare modifiche malgrado pressioni continue e costanti".



