Potenza, 17 giu. (Adnkronos) - Giornata di alta tensione in aula, al Tribunale di Potenza, per l'udienza davanti al giudice monocratico Marina Rizzo in cui sono imputate le due donne delle pulizie della chiesa della Santissima Trinita' di Potenza, Margherita Santarsiero e Annalisa Lo Vito, madre e figlia. Sono accusate di false dichiarazioni al pm per aver negato alla polizia, durante un interrogatorio, di aver trovato i resti di Elisa Claps nel sottotetto prima del 17 marzo 2010, data in cui degli operai ritrovarono i resti della ragazza. Si tratta del processo per il filone parallelo dell'indagine sull'omicidio di Elisa Claps e riguarda la scoperta taciuta e non comunicata alle autorita' dei resti della ragazza uccisa nel 1993. In aula ha deposto l'arcivescovo di Potenza, Agostino Superbo, incalzato sia dalle domande del procuratore Laura Triassi che dall'avvocato Giuliana Scarpetta, legale della famiglia Claps (parte offesa) che accusa apertamente il presule. Nella ricostruzione della vicenda, l'arcivescovo fu contattato dal vice parroco della Santissima Trinita', il brasiliano don Wagno Oliveira Silva. Quest'ultimo aveva saputo dalle donne delle pulizie che erano stati trovati dei resti e aveva chiamato Superbo, riferendo di questo rinvenimento. Il vescovo ha ribadito in aula di non aver capito e di aver scambiato la parola "cranio" per "ucraino". Nelle prossime udienze sara' sentito il vice parroco, in base a tale interrogatorio il pm valutera' se le parole dell'arcivescovo sono veritiere, riservandosi la trasmissione degli atti alla Procura.



