(Adnkronos) - Nell'ordinanza con cui il Tribunale civile di Roma ha accolto il ricorso presentato dall'Associazione Coscioni e dai genitori del 14enne, viene messa in evidenza "una duplice omissione addebitabile direttamente" ad Atac che è obbligata "ad allestire gli strumenti tecnici e il personale operativo di stazione" per consentire il funzionamento di ascensori e sovrascale nelle stazioni della metro. Da un lato l'omissione c'è stata per la "mancata informazione", anche on line, sullo "stato del servizio e della funzionalità degli impianti di stazione", dall'altro l'omissione è avvenuta, in base a quanto si legge l'ordinanza, perché nel caso del 14enne l'ascensore e gli impianti "esistono e sono operativi" nella stazione di Cinecittà "ma non sono stati provvisti del necessario personale di stazione" soprattutto nelle giornate in questione, "prefestive o festive", per "difficoltà di reperimento del personale necessario a coprire i turni". Giustificazioni, quelle legate alla mancanza di personale, che il Tribunale giudica "irricevibili" per "l'essenzialità dell'operatività" degli ascensori. E proprio a proposito di mancanza degli addetti, il Tribunale fa riferimento anche al 'caso delle assunzioni in Atac' e al fatto che presumibilmente "è stato dato corso a numerose assunzioni di personale affatto corrispondente alle mansioni richieste dalle concrete esigenze", se è vero che mancano operatori di stazione per assicurare il funzionamento degli impianti per disabili. "Si tratta di una sentenza importante e innovativa che costituisce un precedente", ha commentato l'avvocato Alessandro Gherardi, consigliere generale dell'associazione Luca Coscioni, secondo il quale "qui non si parla di assenza di impianti, si parla di mancanza di personale". (segue)



