Roma, 22 giu. - (Adnkronos) - Poco meno di ottomila euro per 'usare' tutto il Circo Massimo di Roma, 3,50 sterline a testa per calpestare i verdi prati di un parco londinese. Il confronto tra il vantaggio per le casse pubbliche delle due capitali nell'ospitare i Rolling Stones è impietoso, eppure la band di Jagger e Richards a Londra è di casa, assai più di quanto lo sia a Roma. Per avere un'idea approssimativa, se lo stesso calcolo fosse stato fatto da noi il Comune avrebbe incassato, solo per l'affitto del luogo, oltre 300mila euro. Lo scrupoloso regolamento di The Royal Parks, l'Agenzia del Dipartimento britannico della Cultura, dei media e dello Sport che gestisce i nove grandi parchi londinesi, prevede un preciso tariffario per l'organizzazione di eventi negli spazi pubblici. Secondo i dati disponibili, aggiornati al febbraio 2012, per un concerto a scopi commerciali in un parco londinese gli organizzatori devono pagare un 'fee', una tariffa, di 3,50 sterline a biglietto, calcolata sulla "capacità" dell'area presa in concessione e non sul numero effettivo di biglietti venduti. Un vantaggio in più per le casse pubbliche, oltre ai costi aggiuntivi che vengono addebitati agli organizzatori. La cosiddetta "disruption charge" per la chiusura di strade, la pulizia del luogo, il disagio per gli altri utenti del parco e così via. Il prezzo viene fissato "in base al disagio provocato" dall'evento. Sarà per questo che nel periodo 2013-2014 Royal Parks ha ricevuto 14,1 milioni di sterline di contributo dallo Stato e prevede invece di incassarne 21 milioni dai "grandi eventi" ospitati sui verdi prati londinesi. Chissà quanto di quella cifra è dovuta al grande concerto dei Rolling Stones, che nel luglio dello scorso anno proprio ad Hyde Park, davanti a 100mila spettatori celebrarono l'evento conclusivo del tour per i 50 anni di carriera. (segue)



