(Adnkronos) - Il referente perugino per lo spaccio era una donna nigeriana, tutt'ora ricercata, che era in contatto diretto con il capo del gruppo romano. È lui, al telefono con una terza persona, a dire che "questa stupida roba che mi hanno portato dal Sudafrica e che non è niente, che mi fa viaggiare di città in città, adesso mi ha creato un problema, una persona che ha viaggiato con me è ancora con loro (la polizia, ndr), l'hanno presa a Perugia". Venne arrestata nel novembre del 2012, quando era incinta e trasportava circa 30 grammi di cocaina nelle parti intime. Nel frattempo è uscita e ora la polizia la cerca di nuovo. Lei e altri quindici soggetti che trafficavano droga, a volte anche con la complicità di persone piazzate nel punto giusto. "C'è un mio fratello che lavora all'aeroporto di Amsterdam - dice uno degli arrestati- se tu vuoi far passare i bagagli, paghi e fa passare tutto". E se qualcosa andava storto, o i corrieri magari venivano arrestati, ma loro sospettavano una fuga, parlavano delle ritorsioni: " Io so dov'è la sua casa. E' all'inizio del villaggio".




