Milano, 24 giu. (Adnkronos) - Il mercato globale degli asset della finanza islamica vale circa 1,7 trilioni di dollari ed è cresciuto del 18% negli ultimi quattro anni. Alla fine del 2014 si prevede raggiungerà quota 2 trilioni di dollari e nel 2020 gli asset della finanza islamica potrebbero valere 6,5 trilioni. Una crescita definita fenomenale rispetto a quella dei paesi tradizionali. E' emerso nel corso dell'incontro 'Islamic Finance: an option to boost the Italian Economy', svoltosi stamattina nelle sede dello studio legale Nctm di Milano, che ha visto a confronto rappresentanti del mondo finanziario islamico e non. La caratteristica principale della finanza islamica è che si basa su alcune interpretazioni del Corano e perciò i suoi prodotti sono definiti Sharia compliant, cioè adatti e aderenti ai dettami della Sharia. I tre pilastri centrali consistono nel fatto che non si possono ottenere interessi sui prestiti, che bisogna effettuare investimenti socialmente responsabili e la condivisione dei rischi e dei profitti tra debitore e creditore. Il modo di procedere della finanza islamica è perciò differente rispetto a quello delle banche tradizionali e secondo gli esperti il metodo Sharia complaint potrebbe portare vantaggi in tutto il mondo. Dalla loro nascita le banche islamiche sono cresciute a un ritmo costante del 10%-15% annuo, circa il doppio del tasso di crescita delle attività convenzionali) e il loro giro d'affari è pari all'1% del mercato finanziario globale. Anche i ricavi delle banche islamiche sono cresciuti a un ritmo velocissimo, registrando un +44% annuo. (segue)



