Milano, 26 giu. (Adnkronos) - Niccolò Ghedini 'scomoda' la Bibbia per chiedere l'assoluzione del vicepresidente di Mediaset Pier Silvio Berlusconi tra gli imputati del processo milanese Mediatrade. "Le colpe dei padri - afferma durante l'arringa - non ricadano sui figli. In un processo laico, il pm usa la Bibbia", dice riferendosi a un passaggio della requisitoria di Fabio De Pasquale il quale aveva chiesto la condanna a tre anni e due mesi. Ghedini ha fatto riferimento anche al codice di Hammurabi spiegando che l'antica raccolta di leggi "non distingueva tra dolo e colpa che erano concetti indifferenti, mentre il reato che la Procura contesta a Pier Silvio (la frode fiscale, ndr) richiede il dolo". Per il codifensore Filippo Dinacci se "si vuole tirare per i capelli Pier Silvio Berlusconi in questo processo manca il substrato probatorio, non ci sono elementi conoscitivi, anzi i testi escludono che si sia mai occupato dell'acquisizione dei diritti tv dei film". Insomma condannare Pier Silvio "non sarebbe un atto di giustizia, ma di violenza", per il legale. La sentenza del processo che vede tra gli imputati anche il presidente di Mediaset Fedele Confalonieri potrebbe arrivare nella prossima udienza fissata il 3 luglio.



