Citta' del Vaticano, 19 set. (Adnkronos) - "Non sono stato certo come la Beata Imelda, ma non sono mai stato di destra. E' stato il mio modo autoritario di prendere le decisioni a creare problemi". E' Papa Francesco a parlare, nella sua intervista a Civilta' Cattolica, della sua "esperienza di superiore in Compagnia", periodo in cui Bergoglio non ha sempre fatto "le necessarie consultazioni. E questa non e' stata una cosa buona. Il mio governo come gesuita all'inizio aveva molti difetti", dice. "Il mio modo autoritario e rapido di prendere decisioni mi ha portato ad avere seri problemi e ad essere accusato di essere ultraconservatore. Ho vissuto un tempo di grande crisi interiore quando ero a Cordova. Ecco, no, non sono stato certo come la Beata Imelda, ma non sono mai stato di destra. E' stato il mio modo autoritario di prendere le decisioni a creare problemi. Dico queste cose come una esperienza di vita e per far capire quali sono i pericoli. Col tempo ho imparato molte cose. Il Signore ha permesso questa pedagogia di governo anche attraverso i miei difetti e i miei peccati. Cosi' da arcivescovo di Buenos Aires ogni quindici giorni facevo una riunione con i sei vescovi ausiliari, varie volte l'anno col Consiglio presbiterale. Si ponevano domande e si apriva lo spazio alla discussione. Questo mi ha molto aiutato a prendere le decisioni migliori". "E adesso -prosegue il Papa- sento alcune persone che mi dicono: 'non si consulti troppo, e decida'. Credo invece che la consultazione sia molto importante. I Concistori, i Sinodi sono, ad esempio, luoghi importanti per rendere vera e attiva questa consultazione. Bisogna renderli pero' meno rigidi nella forma. Voglio consultazioni reali, non formali. La Consulta degli otto cardinali, questo gruppo consultivo outsider, non e' una decisione solamente mia, ma e' frutto della volonta' dei cardinali, cosi' come e' stata espressa nelle Congregazioni Generali prima del Conclave. E voglio che sia una Consulta reale, non formale".




