Roma, 20 set. (Adnkronos) - "Sulla discarica di Falcognana serve chiarezza e quella necessaria trasparenza che finora non abbiamo avuto modo di vedere. Il presidente Zingaretti afferma che la discarica gia' esisteva, ma trattava rifiuti ben diversi da quelli previsti in futuro, si tratta quindi non solo dell'ampliamento del sito esistente ma piu' specificatamente di un intervento modificativo anche perche' nel provvedimento autorizzativo devono necessariamente cambiare i codici dei rifiuti che verranno sversati". Cosi' in una nota Fabrizio Santori, consigliere regionale del Lazio e membro della Commissione Rifiuti e Ambiente. "In base a una nota dell'Ufficio Legislativo del Mibac - prosegue Santori commentando il parere espresso recentemente dall'Ufficio Legislativo del Ministero dei Beni e delle Attivita' Culturali - per poter arrivare a tale intervento occorre convocare una Conferenza dei Servizi e piu' nello specifico coinvolgere, in base all'art. 146 del Codice dei beni culturali e del paesaggio, la Sopraintendenza per una preventiva valutazione di compatibilita' paesaggistica e del conseguente provvedimento autorizzatorio." "Occorre ribadire che oltre a trovarsi a pochi passi dal Santuario mariano del Divino Amore e nei pressi di quartieri di nuova urbanizzazione - conclude Santori - l'area piu' specificatamente interessata e' caratterizzata da una naturale vocazione agricola di grande estensione, profondita' e omogeneita' con un rilevante valore paesistico per l'eccellenza dell'assetto percettivo, scenico e panoramico. Considerando che e' nei poteri del commissario Sottile derogare alle suddette disposizioni e che, allo stato attuale, all'attenzione del Mibac non risulta arrivata ancora nessuna domanda di autorizzazione ne' atti progettuali relativi alla discarica di Falcognana, non vorremmo che tutto si decidesse in sfregio ai suddetti vincoli. Risulterebbe atto di gravita' inaudita e la solita mistificazione di una sinistra che in campagna elettorale parla di raccolta differenziata e poi apre una discarica che noi consideriamo abusiva".




