(Adnkronos) - Ricordando quindi l'amore che l'Avvocato aveva per la citta' di Torino, il sindaco del capoluogo piemontese ha voluto raccontare un episodio che lo ebbe protagonista. "Ricordo che quando mi candidai a segretario dei Ds mi telefono' per dirmi 'ha fatto bene, la politica ha bisogno di noi', voleva dire noi torinesi e qualche giorno dopo incontrando Massimo D'Alema gli disse 'Fassino va bene perche' e' dei nostri', e all'interlocutore un po' interdetto chiari' il senso dei nostri dicendo 'di torinesi in questo paese non ce ne sono mai troppi". "Dell'Avvocato Agnelli -ha proseguito Fassino- tutti eravamo attratti e subivamo l'influenza, non fece in tempo ad assistere alla rinascita di Torino ma si spese con convinzione e passione affinche' al cambimento la citta' si aprisse. E oggi se Torino conosce una nuova identita' -ha concluso- lo si deve anche a questo straordinario capitano di impresa che ci ha continuamente sollecitati ad aprirci al mondo, a guardare oltre, a scommettere sull'innovazione e sul cambimento e non avere paura del futuro".



