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Uso razionale e intelligente dell'energia obiettivo primario per lo sviluppo

domenica 27 gennaio 2013
Uso razionale e intelligente dell'energia obiettivo primario per lo sviluppo

3' di lettura

Roma, 25 gen. - (Adnkronos) - Secondo i dati della Iea, l'International Energy Agency, dal 1971 al 2010 la richiesta di energia a livello globale è sempre andata aumentando e in questo scenario l'Italia resta uno dei principali Paesi importatori, piazzandosi nelle tre top ten dei Paesi che importano energia. L'Italia, infatti, è al secondo posto tra i Paesi importatori di gas naturale, al nono per le importazioni di carbone e al settimo per quella di petrolio. L'utilizzo razionale e intelligente dell'energia è, quindi, un obiettivo primario per lo sviluppo del sistema Paese e di stretta attualità dopo il varo, lo scorso dicembre, dei decreti attuativi sul nuovo Conto Termico e sul potenziamento dei Certificati bianchi, contenuti nella Strategia energetica nazionale delineata dal Governo per ridurre i consumi fino al 24% e risparmiare fino a 8 miliardi di euro all'anno. Mete ambiziose, dettate anche dall'Unione europea che conta, entro il 2020, di produrre il 20 per cento dell'energia da fonti rinnovabili e abbattere le emissioni di gas serra del 20 per cento rispetto ai livelli del 1990. A fronte di questo scenario, la strategia energetica nazionale (Sen) di ottobre 2012 individua un percorso nell'ambito del quale l'efficienza energetica viene assunta come priorità assoluta, determinando gli obiettivi quantitativi nazionali di risparmio energetico che devono essere perseguiti dale imprese di distribuzione dell'energia elettrica e il gas per gli anni da 2013 al 2016 e per il potenziamento del meccanismo dei certificati bianchi. L'obiettivo di riduzione dei consumi energetici fissato dal Paee (il Piano per l'efficienza energetica) per il 2016 è pari a 10,8 Mtep (milioni di tonnellate equivalenti di petrolio) di energia finale, equivalente a circa 15 Mtep di energia primaria; al 2020 il risparmio di energia finale atteso è di 15,9 Mtep, equivalente a circa 22 Mtep di energia primaria. La strategia del Governo punta però ad una ulteriore riduzione per il 2020, pari a un obiettivo di 18,6 Mtep di energia finale, equivalenti a 26 Mtep di energia primaria, su base 2007. Questa quota, ovvero i 26 Mtep di energia primaria, "equivale circa al consumo di tutte le famiglie italiane, anche se ovviamente promuovere l'efficienza energetica non significa azzerare i cosnumi delle famiglie", specifica Marco Pezzaglia, direttore tecnico-scientifico di EfficiencyKNow. Come raggiungere quindi questo ambizioso obiettivo? Gli strumenti principali sono i due decreti del dicembre 2012 (incentivazione della produzione di energia termica da fonti rinnovabili e interventi di efficienza energetica di piccole dimensioni; determinazione degli obiettivi quantitativi nazionali di risparmio energetico per le imprese di distribuzione di energia elettrica e gas e per il potenziamento del meccanismo dei certificati bianchi) e la direttiva europea del 25 ottobre 2012 sull'efficienza energetica "che non sono però gli unici strumenti - aggiunge Pezzaglia - ma devono inserirsi in un percorso già avviato, armonizzando diversi strumenti e pratiche vigenti". La nuova direttiva europea indica il metodo di lavoro definendo gli obiettivi e i settori sui quali agire: famiglie, settore pubblico, servizi, produzione di energia e industria. "Questo significa che anche a livello di impresa - specifica - si deve sviluppare una policy energetica, implementando azioni di efficienza, monitorando e misurando i risultati".