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Immigrati: Cir, il Mediterraneo e' come un cimitero

domenica 15 luglio 2012
Immigrati: Cir, il Mediterraneo e' come un cimitero

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Roma, 11 lug. (Adnkronos) - Il Consiglio Italiano per i Rifugiati accoglie "con dolore e rabbia l'ennesima notizia sulla morte di 54 persone che disperatamente hanno cercato di raggiungere le nostre coste su un'imbarcazione partita dalla Libia intorno al 25 giugno scorso". In una nota, Il Cir osserva: "ancora una volta vediamo persone che vengono inghiottite dal mare. Le parole non sembrano piu' essere in grado di esprimere l'amarezza e lo sdegno per questo ulteriore episodio che ancora una volta vede una carretta del mare affondare nel tentativo di raggiungere il nostro paese. Dei 55 a bordo si e' salvato solo un uomo eritreo". "Una tragedia, una sofferenza umana che va oltre ogni immaginazione", rileva il direttore Christopher Hein. "E' molto difficile credere che in 15 giorni nessuno si sia reso conto, nessuno abbia visto nulla nel mare piu' trafficato del mondo". Le vite perse, annegate, uccise dalla sete, abbandonate alla deriva nel mar Mediterraneo sono 2.352 soltanto nel corso del 2011 (dati Fortress Europe), 170 stimate dall'UNHCR in questi mesi del 2012. Il presidente del Cir, Savino Pezzotta, denuncia: "Una situazione insostenibile. Occorre che le istituzioni diano delle risposte che evitino che il Mediterraneo da mare di incontro di civilta' e di scambi assuma una dimensione cimiteriale. Sono morti che interpellano la coscienza e la sensibilita' umana. Dobbiamo essere coscienti che con loro affonda una parte di noi e del nostro spirito culturale. L'Europa non puo' ignorare quanto sta avvenendo senza tradire se stessa." (segue)