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Salute: in ufficio con condizionatori 'fuorilegge', rischio polmoniti e bronchiti

Salute
domenica 15 luglio 2012
Salute: in ufficio con condizionatori 'fuorilegge', rischio polmoniti e bronchiti

2' di lettura

Roma, 12 lug. (Adnkronos Salute) - Rifugio dalla canicola estiva in ufficio, a casa o la supermercato, l'aria condizionata torna protagonista in estate. Nel bene e nel male. Se da una parte sono evidenti gli effetti positivi (aiuta a far scendere lo stress e aumenta il comfort), non pochi sono gli effetti negativi legati al tempo che si trascorre in ambienti rinfrescati e fortemente deumidificati, con forti sbalzi di temperatura tra l'interno e l'esterno, e alle 'ventate' di aria molto fredda che avvolgono persone spesso sudate. "Una temperatura troppo bassa dei termostati può provocare torcicollo, lombalgie, tosse e dolori addominali. Mentre i filtri sporchi possono contenere batteri, come quello della legionella, ma anche miceti e parassiti. Arrivando a causare bronchiti e polmoniti". A fotografare i pericoli dell'aria condizionata per l'Adnkronos Salute è Ivo Iavicoli, medico del lavoro dell'università Cattolica di Roma. "Per evitare questi problemi e non rovinarsi le ferie - consiglia l'esperto - non deve esserci tra interno ed esterno una differenza di temperatura superiore ai 7 gradi C. E poi non bisogna sottovalutare anche che questi impianti sono utilizzati come deumidificatori, e in questo caso - precisa - la percentuale di umidità deve essere impostata tra il 40 e il 60%". "Le norme - spiega Iavicoli - prevedono l'obbligo della pulizia degli impianti negli uffici. Questo significa manutenzione e cambio, se necessario, dei filtri che vanno puliti e sostituiti ogni tre mesi. Ma non solo, anche i porta filtri vanno disinfettati ogni sei mesi , come le vasche di raccolta dell'acqua di condensamento degli impianti. Qui i tecnici devono verificare se ci sono contaminazioni da microrganismi". I sistemi di condizionamento più diffusi in commercio tolgono molta dell'acqua presente sotto forma di umidità nell'ambiente, la cui presenza però contribuisce a rendere più salubre l'aria che si respira. Questo si ripercuote soprattutto sulle mucose delle vie aeree, che perdono l'idratazione e diventano più sensibili più esposte a irritazione e a infezioni da batteri e virus del cavo orale. "La legge prevede controlli accurati degli impianti di condizionamento - conclude Iavicoli - che vanno dall'analisi dello stato dei filtri alla verifica della qualità dell'aria, senza dimenticare i parametri della temperatura dell' umidità, che devono rimanere in valori prestabiliti".