(Adnkronos) - "E' stata dunque ulteriormente suffragata la sussistenza in capo ai suddetti fratelli Ragosta - spiegano in Procura - di stretti legami non con un singolo esponente dell'organizzazione camorrista (circostanza questa a suo tempo, sulla base delle precedenti indagini, ritenuta dal Tribunale del Riesame di Napoli che decidendo sui ricorsi presentati avverso la menzionata ordinanza eseguita il 19 marzo scorso aveva ritenuto esistente solo un legame personale fra i fratelli Ragosta e il capoclan Franco Ambrosio il cui denaro sarebbe stato reinvestito dagli indagati) ma con l'intera organizzazione camorrista". Dalle nuove indagini sarebbe emerso infatti che l'intero clan Fabbrocino, che finanziava i Ragosta, condizionasse gli operatori economici della Provincia napoletana allo scopo di garantire ai Ragosta un vero e proprio monopolio nel settore dell'approvvigionamento e del commercio dei metalli. Tale monopolio in uno con le provviste di denaro messe a disposizione ai Ragosta dall'organizzazione camorrista garantiva la rilevante ascesa economica della famiglia Ragosta. Tra le vicende piu' significative ricostruite dalle indagini particolare importanza assume quella dell'acquisizione all'asta di un hotel da parte di Fedele Ragosta avvenuta mediante violenze e minacce "di tipica matrice camorrista - spiegano in Procura - poste in essere al fine di dissuadere potenziali concorrenti dal partecipare all'asta che alla fine, dopo 3 incanti andati deserti si e' conclusa con l'aggiudicazione dell'immobile all'indagato Ragosta Fedele ad un prezzo sensibilmente inferiore a quello inizialmente posto a base dell'incanto, ossia 6 mln di euro rispetto ai circa 9 mln iniziali".



