(Adnkronos) - La strategia messa in atto dagli indagati, residenti tra la Lombardia e il Piemonte, era volta anche a ottenere cospicui anticipi dal sistema creditizio sulla scorta della presentazione di ricevute bancarie risultate false, per un ammontare complessivo di circa 3,5 milioni di euro, in quanto riferibili a societa' non aventi rapporti con quella monferrina perche' per lo piu' inesistenti o inattive. Le somme cosi' ottenute venivano poi dirottate su conti correnti accesi presso istituti bancari diversi da quelli utilizzati dalla societa' e trasferiti verso societa' estere riconducibili agli indagati. Dalla ricostruzione delle illecite operazioni, i militari sono giunti ad individuare le precise responsabilita' dei diversi soggetti che insieme ai due maggiori indagati, poi finiti in carcere, hanno partecipato all'associazione o hanno concorso nei vari reati: alla fine, 7 persone sono state denunciate per il reato associativo finalizzato alla commissione dei reati di bancarotta fraudolenta, ricorso abusivo al credito e frode fiscale, e 6 le persone denunciate, di cui tre a titolo di concorso, per riciclaggio commesso mediante il trasferimento all'estero delle somme distratte, ostacolando l'identificazione della provenienza illecita del denaro. Nel corso delle indagini e' stato inoltre scoperto che con parte del denaro distratto, uno dei titolari arrestati ha acquistato un immobile in un comune del genovese, del valore commerciale di un milione di euro, intestandolo fittiziamente a una societa' estera. L'immobile e' stato ora sequestrato ai fini di un'eventuale confisca a garanzia anche del debito accumulato nei confronti del Fisco, avendo la societa' evaso imposte dirette e indirette per oltre un milione e mezzo di euro.




