Trieste, 12 set. - (Adnkronos) - Uccisioni e violenze in Libia e in Egitto sono atti di "terrorismo e noi musulmani li condanniamo". A dirlo all'ADNKRONOS, il presidente del Centro culturale islamico di Trieste, il palestinese Salih Igbaria, che ritiene che scopo dell'attacco sferrato a Bengasi sia colpire l'amicizia che si sta costruendo tra la Libia e gli Usa. E obiettivo delle violenze sia portare il caos in quei Paesi islamici dove si sta costruendo la democrazia: "Libia, Tunisia ed Egitto - afferma - sono sinonimo di apertura democratica". Igbaria ritiene che obiettivo di quelle che definisce "persone che vogliono distruggere la democrazia", sia destabilizzare: "Voi volete portare avanti il processo democratico - questo il messaggio dei terroristi - e invece c'e' il caos". "Le nostre condoglianze - prosegue - vanno alla famiglia dell'ambasciatore americano ucciso e a quelle di tutte le vittime". Il film su Maometto considerato blasfemo, secondo Igbaria "e' un pretesto. Non possiamo immaginare - afferma - che i musulmani che seguono gli insegnamenti del Profeta arrivino a uccidere o anche a danneggiare una ambasciata. L'insegnamento del Profeta e' quello di vivere in pace anche con gli animali e la natura. Io personalmente non posso pensare che i musulmani che praticano la religione possano arrivare a questo punto. Immagino che tutti i musulmani italiani condannino l'accaduto. Non c'e' nessuna religione - ribadisce il palestinese, che predichi la violenza e l'uso della forza". "E poi ci da fastidio che sia utilizzato il nome dell'Islam, che per noi e' una religione di pace. Certo, le violenze sono avvenute in Paesi islamici, ma i musulmani sono 1 miliardo e 300mila persone", ricorda Igbaria. "Io spero - conclude - che il rapporto tra Libia e Stati Uniti si rinsaldi, sia piu' stretto: c'e' ancora tanto da fare".



